Legge di bilancio in aula al Senato il 18 dicembre

Nessuna penalizzazione per le pensioni di vecchiaia e un ulteriore meccanismo di tutela per il comparto sanità. È questa la soluzione con cui il governo prova a risolvere il contestato tema del taglio agli assegni di medici e statali previsto in manovra. L’intervento però è ancora solo un annuncio, promesso dal governo insieme a modifiche su altri tre macro-temi. E mentre il Superbonus non smette di far discutere con la maggioranza che si divide sulla proposta di una commissione d’inchiesta, i tempi della legge di bilancio si allungano: l’arrivo in aula in Senato slitta al 18 dicembre e si fa sempre più concreto il rischio di un via libera definitivo del Parlamento solo dopo Natale. Il lavoro sulla manovra avanza sottotraccia mentre il Senato prova a fatica a chiudere sul decreto Anticipi. Dopo l’ok della commissione Bilancio il testo arriva all’esame dell’Assemblea, ma non si va oltre la discussione generale: mancano i pareri del governo e i lavori vengono più volte sospesi.

Il governo annuncia che interverrà con propri emendamenti su quattro temi: la revisione del calcolo delle pensioni, in particolare del personale sanitario; la copertura dell’accordo sindacale con le forze armate di polizia in tema di rinnovo dei contratti; gli enti territoriali, con un fondo aggiuntivo per le regioni speciali che hanno avuto una penalizzazione con la delega fiscale (rinnovo delle trattenute Irpef) e un fondo per ristorare le regioni ordinarie per l’aumento dei costi dell’energia; gli investimenti, con una diversa strutturazione dei costi per il Ponte sullo Stretto a carico dello Stato e della Regione. Il più atteso è l’intervento sui tagli alle pensioni di medici, maestre, impiegati comunali e ufficiali giudiziari, e contro cui pochi giorni fa hanno scioperato i camici bianchi. L’annuncio della modifica – attaccano sulle prime le opposizioni : è limitato solo a medici e infermieri. Così “continueranno a penalizzare gli insegnanti e tutti gli altri dipendenti pubblici”, denuncia il capogruppo del Pd in Senato Francesco Boccia. Nessun dietrofront rispetto agli annunci degli ultimi giorni chiarisce però poco dopo il ministro dei Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani: “Non vi saranno penalizzazioni per le pensioni di vecchiaia” e per il comparto sanità “sarà previsto anche un ulteriore meccanismo di tutela”.

Gli emendamenti, tuttavia, sono ancora un annuncio: la maggioranza promette che arriveranno nelle prossime ore, così da consentire di avviare il dibattito in commissione da oggi.

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