Lega. Indagano anche le procure di Bologna e Genova

Dopo quelle di Milano, Napoli e Reggio Calabria, anche la procura di Genova e quella di Bologna hanno aperto un’inchiesta sulla Lega Nord.

Michele Di Lecce, procuratore capo del comune capoluogo ligure, conferma che a Genova è stato aperto un fascicolo contro ignoti sulla base dell’informativa dei carabinieri del Noe su un presunto versamento di 40mila euro da parte dell’ex tesoriere del partito, Francesco Belsito, al segretario regionale ligure della Lega Francesco Bruzzone. Il passaggio di denaro era stato confermato nei giorni scorsi dallo stesso Bruzzone. “Nel 2003, quando venne eletto nel cda di Fincantieri, Belsito fece un’oblazione volontaria di 40.000 euro in due tranches alla Lega Nord. Tutto venne regolarmente dichiarato e fu gestito dall’ amministratore federale dell’epoca, Maurizio Balocchi. Io fui il promotore di quest’oblazione”, spiega Bruzzone che ha rinuciato alla candidatura alla carica di segretario del partito.

Anche la procura di Bologna indaga sulla Lega Nord. Il procuratore aggiunto Valter Giovannini ha aperto un’inchiesta conoscitiva in seguito a denunce fatte da alcuni ex esponenti bolognesi del partito. In particolare, saranno vagliate le dichiarazioni di Carla Rusticelli, ex tesoriera del Carroccio, espulsa nel 2009, che sulla stampa locale ha parlato di irregolarità nei bilanci e di pagamenti in nero. L’ex esponente leghista ha detto anche di essere pronta a riferire ai pm le cose di cui è a conoscenza. Per ora nel fascicolo saranno acquisiti, secondo quanto appreso, solo alcuni articoli di giornale degli ultimi giorni. Ma non è escluso che la Rusticelli possa essere sentita dalla Procura assieme all’ex revisore dei conti Alberto Magaroli e all’ex segretario provinciale Alberto Veronesi.

Carla Rusticelli, che è stata anche presidente delle donne padane e revisore dei conti della Lega Nord Emilia, ha sostenuto di essere stata cacciata dal partito proprio quando segnalò una gestione poco trasparente dei fondi. Accusa ribadita, poi, nei giorni scorsi. Anche Veronesi fu espulso e in seguito il partito provinciale commissariato da quattro ‘reggenti’, che si alternarono in due anni. Nel 2010 presentò un esposto alla Procura per denunciare illeciti nella gestione dei rimborsi elettorali. In quell’occasione fu aperto un fascicolo senza titoli di reato ne’ indagati, che finì archiviato. Nei giorni scorsi, esplosa la ‘bufera’ nazionale, si era detto intenzionato a ripresentare le denunce. L’istanza per riaprire le indagini, annunciata ma non ancora arrivata ai magistrati, secondo quanto si è appreso potrebbe confluire nell’inchiesta conoscitiva, o procedere in parallelo.

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