Lega e M5s passano la mano per la scelta del commissario europeo…

“Noi stiamo lavorando ai progetti e alle cose da fare, non alle poltrone”, dice Matteo Salvini. Dopo il ritiro di Giancarlo Giorgetti  dalla candidatura per il posto di commissario europeo a Bruxelles, la Lega passa la mano al M5s. Ma incredibilmente, invece di raccogliere, il Movimento passa a sua volta. “Mi spiace che Giorgetti si sia ritirato, sceglieranno loro chi indicare – dice Luigi Di Maio – La mia parola è una: ho sempre detto che il commissario alla Concorrenza, che si occupa di tutto e che è fondamentale per l’italia, deve essere della Lega”.

C’era una volta il tempo – prima delle europee – in cui i partner di governo si contendevano il diritto a scegliere il commissario per la nuova squadra della tedesca Ursula von der Leyen. Ora invece nessuno smania per avere un suo uomo a Bruxelles – o meglio donna, ha più chance con la nuova presidente. Sembra una farsa, ma è realtà.

Salvini al momento sceglie l’unica carta possibile per uscire dall’angolo in cui si è infilato: niente Giorgetti, niente nomi alternativi. Così la commissione nascerà senza un suo uomo – o donna che sia – e la Lega sarà libera di attaccare Bruxelles soprattutto in autunno, quando ci sarà da discutere della manovra, leggi: flat tax. Ma è proprio questo il timore del Movimento: mettere il cappello sul nome di un candidato, significa presentarsi disarmati al prossimo e certissimo match con il partner di governo, significa finire nel mirino leghista assimilati ai ‘burocrati’ europei. Per cui, stallo.

Da Bruxelles intanto fanno sapere che indicare una donna sarebbe la via migliore per ottenere il risultato. Soprattutto se si punta a un portafoglio di peso come la Concorrenza. Von der Leyen resta fedele alla sua idea di formare una commissione perfettamente equilibrata tra donne e uomini. Finora solo 15 paesi hanno presentato una candidatura e tra queste solo 5 sono donne, compresa la stessa presidente. Pochissime dunque.

La prossima settimana von der Leyen farà un giro delle capitali europee per incontrare i leader ed entrare nel vivo della composizione della squadra

E allora girano dei nomi: la ministra della Lega Giulia Bongiorno, per dire. Anche se dal Movimento sottolineano che non ha le competenze economiche adatte ad un portafoglio come la concorrenza.

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