Non finisce mai di stupirci questa città dove arte e memorie storiche convivono con un abitato vivo e in perenne ricerca di un equilibrio tra passato e presente. Le scoperte archelogiche sono continue ed hanno influenzato anche le scelte politiche in tema di opere pubbliche ed infrastrutture. Pensiamo alla metro C, con l’ardito progetto di rendere le fermate più centrali un museo gratuito che immerga passeggeri e turisti nella meraviglia del luogo, una città colma di vestigia antiche praticamente ovunque.
Il cosiddetto Natale di Roma cade il 21 aprile, ma già dalla sera del 20 HISTORY Channel presenta una programmazione speciale dedicata: si tratta di UNCOVERED ROME, la docu-serie in quattro episodi diretta da Giulia Randazzo e prodotta dalla Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma diretta da Daniela Porro, in onda lunedì e martedì alle 21.00 sul canale Sky. Due serate evento che faranno scoprire agli spettatori nuovi scavi realizzati in città che arricchiscono diverse zone della capitale rendendola ancora più attrattiva per i turisti.
Con la produzione esecutiva di Daitona, la docu-serie, finanziata dal Fondo per il potenziamento della promozione della cultura e della lingua italiana all’estero, nasce da un’idea di Alessio De Cristofaro, direttore dell’Istituto centrale per la valorizzazione economica e la promozione del patrimonio culturale ed è stata presentata in anteprima alla ventesima edizione della Festa del Cinema di Roma nella sezione FreeStyle Arts. L’idea originale consiste nel seguire il giovane content creator @TutteLeStrade, interpretato dall’attore Giuseppe Lino, che accompagnato dal suo cane Kyria, va a spasso per la città scoprendo monumenti poco noti o sconosciuti ai più. Ne consegue una narrazione inconsueta di Roma e del suo patrimono artistico che rappresenta il vissuto collettivo quotidiano e non più l’immagine turistica dei suoi luoghi simbolo, fatta da un ragazzo di oggi che usa i social ma al tempo stesso parla con le persone che incontra.
Questa iniziativa di collaborazione tra HISTORY Channel e la Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma ha visto anche un’apertura straordinaria del comprensorio archeologico di Santa Croce in Gerusalemme, che conserva i resti del palazzo imperiale del Sessorio, residenza di Elena, madre di Costantino. Il complesso è oggetto di un progetto PNRR che consentirà in seguito di aprire in maniera permanente il sito al pubblico. Nell’area che insiste sul lato sinistro della Basilica di Santa Croce – guardando l’ingresso principale della chiesa, sono incluse le antiche strutture del Circo Variano e ambienti decorati, appartenenti all’epoca tardo imperiale. La visita è stata guidata dall’archeologa Simona Morretta, responsabile del sito, che ha illustrato ai due gruppi di 21 persone che hanno partecipato, la storia di quella zona della Roma imperiale.
Il Circo Massimo non era l’unica struttura di questo tipo esisitente a Roma: il Circo Variano completato da Elagabalo, ovvero Sesto Vario Avito Bassiano da cui prese il nome, era largo quanto il Massimo ma più lungo, vi correvano le bighe. I corridori accedevano dal lato che corrisponde a piazza Santa Croce in Gerusalemme e possiamo immaginare l’entusiasmo del pubblico quando le bighe venivano lanciate a tutta velocità sui lunghi rettilinei laterali. Successivamente, all’epoca di Aureliano, fu tagliato dalle mura costruite dall’imperatore a difesa della città. Poco oltre vi sono le rovine della basilica laica di Costantino dove l’imperatore, paludato di vesti d’oro, scenograficamente si sedeva nell’abside illuminata dalla luce solare e teneva incontri con delegazioni straniere o amministrava la giustizia.
Nell’area vi era la residenza imperiale della regina Elena, madre di Costantino, che si narra sia andata a Gerusalemme per recuperare i resti della croce di Cristo, storia mista a leggenda che ispirò parte degli affreschi di Piero della Francesca intitolati “La Leggenda della Vera Croce”, nella Basilica di Arezzo. La residenza era organizzata in edifici con funzioni diverse situati in un grande parco, sul genere di villa Adriana. Gli unici resti dell’appartamento di Elena sono le mura dell’atrio che ora costituiscono la parete esterna del lato sinistro della Basilica. I resti della Croce, compreso il titulus INRI, sono da allora custoditi nel primo nucleo dell’attuale basilica di santa Croce.
Inoltrandosi nel sito si incontrano i resti dell’acquedotto Claudio e la domus di Aufidia Cornelia Valentilia. In epoca imperiale Roma era servita da più acquedotti che garantivano acqua potabile a tutta la città, alle terme e ai privati che, pagando un canone annuale, potevano avere un allaccio esclusivo sulle cui tubature era inciso il nome del proprietario della casa collegata; proprio ritrovando queste tubature gli archeologi hanno identificato la domus, di cui sono state riportate alla luce due stanze riccamente decorate alle pareti e nella pavimentazione.
Gli spettatori di History Channel, nella due giorni di trasmissioni per il Natale di Roma, potranno godere anche degli altri docu-film dedicati a:
il Tempio di Minerva Medica, visibile arrivando in treno a Termini, grande edificio a ridosso dei binari – lato via Giolitti – con la terza cupola della Roma antica, in ordine di grandezza, dopo quella del Pantheon e delle Terme di Caracalla di epoca imperiale. l’Arco di Malborghetto In origine un arco quadrifronte costruito da Costantino in memoria della sua vittoria sul rivale Massenzio nella battaglia di Ponte Milvio, si trova sulla via Flamina. La Villa di Livia tra la Via Flaminia e la via Tiberina, la Villa di Livia Drusilla, moglie di Augusto, ricordata dagli autori antichi come ad Gallinas Albas. Il Circuito Necropoli Portuense – Drugstore Museum progetto della Soprintendenza Speciale di Roma dedicato alla riqualificazione culturale e urbana del quadrante Marconi- Portuense-Vigna Pia e dai quartieri lungo le vie Portuense e Magliana, nel quale si trovano ben quattro aree archeologiche: la Tomba degli Aironi in via Ravizza, l’area archeologica di Pozzo Pantaleo, il Drugstore Museum e la Necropoli di Vigna Pia. Il Museo paleontologico La Polledrara di Cecanibbio sul pendio di una collina nella campagna a nord ovest della città, tra la via Aurelia e la via di Boccea. è un cimitero pleistocenico di elefanti. Infine “Il Colosseo con Dan Snow”, in prima visione assoluta, un racconto dei segreti del più grande anfiteatro del mondo romano, e “Pompei gli ultimi misteri svelati”, un documentario in due parti che segue gli scavi aperti nel 2022 presso il complesso di ville urbane dell’Insula Occidentalis.
Isa Maiullari
ProgettoItaliaNews Piccoli dettagli, grandi notizie.


