Le indagini sull’agguato

A poche ore dall’agguato, sul fronte delle indagini per il ferimento a colpi di arma da fuoco del 59enne barlettano, Giuseppe Di Bari, presidente del comitato “zona 167”anni, condotte dagli uomini della squadra mobile della polizia di stato, si lavora incessantemente su più fronti. Il primo, per cercare di identificare il sicario che ha esploso all’impazzata diversi colpi di pistola, vede impegnati gli investigatori nell’esame dei filmati registrati dalle telecamere di video sorveglianza della zona e a macchia d’olio, allargando i controlli per cerchi concentrici, dell’intera città. Il secondo fronte che vede impegnati gli inquirenti è il controllo delle attività di denuncia fatte negli ultimi tempi dal comitato del quale la vittima è presidente, per cercare di capire in quale ambito è maturata l’idea di compiere l’azione di fuoco e, soprattutto, per decisione di chi. Infine, per quanto si apprende, sono al vaglio degli uomini della polizia scientifica i bossoli e i proiettili repertati per cercare di capire se la pistola che li ha esplosi possa essere stata utilizzata in passato in altri fatti di sangue e in caso affermativo quali e con quali protagonisti.

Circa Nicola Mangialardi

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