Italian Prime Minister, Giuseppe Conte, in Assisi to participate in the celebrations of the patron saint of Italy Saint Francis, Assisi, near Perugia, Italy, 04 October 2020. ANSA / Gian Matteo Crocchioni

L’Avvocato del popolo e la piattaforma Rousseau

Il Movimento 5 Stelle con Conte sta vivendo un periodo di riorganizzazione che riguarda anche   l’identità politica del partito e la sua riorganizzazione interna. Un ruolo centrale lo ha la piattaforma online Rousseau e i rapporti tra il M5S e l’associazione che la gestisce, fondata da Gianroberto Casaleggio e ora controllata dal figlio Davide insieme ad altri soci. Dopo la fine del governo Conte e l’ingresso del M5S nella maggioranza che sostiene il governo Draghi, si è concretizzata  la spaccatura tra l’ala più governista e moderata del partito, quella di Giuseppe Conte, Luigi Di Maio, Vito Crimi e Beppe Grillo, e quella più radicale, guidata tra gli altri da Alessandro Di Battista e Barbara Lezzi, e a cui fanno riferimento anche Casaleggio e Rousseau.

Il M5S sembra sempre più destinato a sganciarsi da Rousseau e da Casaleggio, o almeno queste sarebbero le intenzioni della dirigenza: ma non è una separazione facile da gestire, e soprattutto Casaleggio non sembra disposto a cedere pacificamente il potere e l’influenza accumulata in questi anni. Vari osservatori suggeriscono che, mentre prova a far valere varie rivendicazioni economiche e politiche sul M5S, Casaleggio stia mettendo le basi per fondare un nuovo movimento alternativo.

Rousseau è un normale sito internet creato nel 2016 con una “area riservata” a cui hanno accesso gli iscritti e le iscritte certificate del Movimento 5 Stelle, che possono partecipare a una serie di attività del partito e alle votazioni interne. Rousseau non è uno strumento di proprietà del Movimento 5 Stelle né è gestito direttamente dal partito, bensì è in mano all’associazione Rousseau, presieduta da Davide Casaleggio. Attualmente le votazioni sul sito sono ferme.

Le controversie con Rousseau hanno a che fare da una parte con i fondi che l’associazione gestisce e che derivano da donazioni e contributi dei parlamentari, dall’altra con la gestione dei dati degli iscritti e delle iscritte.

Per quanto riguarda i fondi, Casaleggio ha chiesto che entro il prossimo 22 aprile vengano versati all’associazione 450 mila euro. Questa cifra include le quote non versate da parte dei parlamentari: solo un terzo degli eletti circa, hanno scritto in questi giorni diversi giornali, è in regola con le restituzioni a Rousseau, fissate fino attualmente a 300 euro mensili per ciascun deputato.

Nella contesa economica con Rousseau c’entra infine il cosiddetto fondo per le restituzioni: in base a un regola interna del Movimento, i deputati sono tenuti a restituire metà della parte fissa del loro stipendio per finanziare un fondo destinato al microcredito alle imprese.

Il secondo problema con Rousseau ha a che fare con la banca dati: il M5S è un partito che, a differenza degli altri, non ha a disposizione l’elenco dei propri iscritti e delle proprie iscritte. Si tratterebbe di circa 198 mila nomi gestiti dall’associazione di Casaleggio. La dirigenza del M5S dice che l’elenco, secondo statuto, è di proprietà del Movimento e di conseguenza lo reclama: «Ufficialmente quella lista appartiene al capo politico M5S, apparterrà quindi, quando si consumeranno i passaggi dovuti, a Giuseppe Conte. E sarebbe ora del reggente Vito Crimi. Peccato che materialmente quei nomi, quegli indirizzi, quelle carte d’identità, quelle e mail, quei numeri di telefono, li abbia Davide Casaleggio e li custodisca da tempo gelosamente, rifiutandosi di condividerli con chicchessia» ha scritto  Annalisa Cuzzocrea su Repubblica.

All’associazione Rousseau, in ogni caso, resterebbe comunque un’altra banca dati, che comprende tutti i simpatizzanti che si sono registrati al Blog delle Stelle. Secondo alcuni giornali, gli iscritti al blog potrebbero essere sfruttati come base iniziale per un ipotetico futuro movimento nato da una scissione.

Al momento le votazioni su Rousseau sono ferme e anche al di là delle questioni economiche la sospensione ha un valore politico, perché blocca l’iter per cambiare le norme ed eleggere poi il nuovo leader Giuseppe Conte. Il problema è che Conte non è iscritto al Movimento 5 Stelle e dunque per il regolamento interno non potrebbe svolgere il ruolo del capo politico. A questo si aggiunge la questione dello Statuto, che dopo le ultime modifiche prevede non un capo ma un direttorio. Conte dunque potrà assumere questo ruolo solo se la base ne voterà una modifica, ma non è chiaro né come né su quale sito.

Negli ultimi mesi Casaleggio ha più volte accusato  la dirigenza di aver snaturato il M5S prendendosela con una tendenza che ha chiamato «partitismo», riferendosi ai metodi e alle organizzazioni dei partiti di una volta, quelli che a suo dire prendono «i finanziamenti pubblici», non prevedono il limite ai mandati parlamentari e creano «strutture stipendiate per ex eletti».

Davide Casaleggio intervistato da Lucia Annunziata a Mezz’ora in più su Rai3 è chiaro. “Penso – ha detto – che non sia la direzione giusta che il M5S diventi un partito, con un’organizzazione dell’altro secolo”. Mio padre – ha aggiunto – ha sempre pensato al M5S come Movimento ben diverso dall’organizzazione di partito del Novecento. Non si può pensare a un’organizzazione dell’altro secolo, è cosa non più di attualità. Forse non sono più di attualità neanche i movimenti. Oggi si pensa a una platform society, a un nuovo modo di interagire sulle singole battaglie per dare modo alle persone che vogliono impegnarsi o vogliono dare il proprio contributo civico”.

 Casaleggio è accusato di voler fondare un proprio partito.   A metà marzo, Casaleggio aveva presentato un manifesto chiamato “Controvento” che conteneva una serie di condizioni e di indicazioni sui futuri rapporti tra il partito e la sua piattaforma. Il giorno prima del lancio del manifesto, scrive il Corriere della Sera, era stato anche registrato il dominio movimentocontrovento.it, anche se i nomi dei proprietari non sono ancora noti.

Nel post pubblicato sul Blog delle Stelle in cui si dà al Movimento l’ultimatum per il saldo dei 450 mila euro, l’associazione Rousseau fa presente che ‘in caso diverso per noi il 22 aprile sarà un nuovo inizio’ trasparente, deciso e leale e, soprattutto, insieme a chi dimostrerà di essere tale’.

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