Lavoro, Landini: “28 ore in Germania sono punto significativo”

“Oggi la flessibilità è determinata dalle imprese; con questo accordo in Germania la flessibilità per la prima volta può essere chiesta dal lavoratore per le esigenze del lavoratore”. Così Maurizio Landini, membro della segreteria nazionale Cgil, interviene ai microfoni di ‘6 su Radio 1’ commentando la notizia dell’introduzione in Germania della settimana lavorativa a 28 ore. “Un punto molto significativo – ha proseguito poi Landini – fatto nel Paese più avanzato sul piano tecnologico e anche sul piano dei livelli di produttività e di investimenti in questi anni. I problemi esistono anche in Germania ma questo indica la necessità di aumentare i salari per bilanciare la domanda interna e i consumi”.

“Questi accordi sono stati fatti in una regione; adesso dovranno essere estesi a tutte le regioni, comprese quelle dell’est dove le condizioni di lavoro, di salari e diritti erano più bassi. Si tratta di unificare i diritti per rilanciare i consumi. In Italia dobbiamo farlo perché purtroppo nel nostro Paese le diseguaglianze sia di reddito che di lavoro che di condizione sono molto pesanti e generano paure, precarietà e disagi sociali molto grandi. Quindi questo è un tema che dobbiamo affrontare sia aumentando i salari, sia agendo su un’altra leva che è quella fiscale andando su una strada di riduzione fiscale soprattutto verso i lavoratori dipendenti e verso le nuove forme di lavoro che si sono determinate”, ha spiegato Landini.

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