Lavoro: Istat, calano i dipendenti nell’industria: -2,8% nel primo trimestre 2015

ROMA – Continua nell’industria una “significativa riduzione delle posizioni lavorative” con un calo quasi del 3% (2,8%) nel primo trimestre rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e una flessione dello 0,7% rispetto ai tre mesi precedenti. Lo rileva l’Istat. Per le costruzioni la flessione tendenziale raggiunge il 5,3%. Al contrario i servizi hanno un andamento positivo con una crescita delle posizioni lavorative dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dello 0,4% in termini tendenziali. Sui dati incide l’utilizzo della cassa integrazione da parte delle imprese soprattutto industriali. Infatti, spiega l’Istat nel focus ‘Le tendenze recenti dell’occupazione’, le posizioni lavorative si riferiscono ai dipendenti a libro paga e non considera il ricorso alla Cig, che sta registrando il calo più forte mai registrato.
Ma è boom dei dipendenti ‘ex interinali’. Il primo trimestre del 2015 vede infatti una forte crescita dei lavoratori assunti nelle imprese mediante agenzie di somministrazione del 18,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e del 6,9% rispetto ai tre mesi precedenti. L’andamento “molto positivo” delle posizioni lavorative in somministrazione “sembra anticipare di circa due trimestri l’andamento dell’occupazione dipendente complessiva”, afferma l’Istat nel focus ‘Le tendenze recenti dell’occupazione’. La somministrazione è infatti una componente della domanda del lavoro particolarmente sensibile all’andamento del ciclo economico, spiegano dall’istituto, perché consente alle imprese di aggiustare con facilità e senza particolari costi il proprio input di lavoro in risposta all’andamento della domanda di beni e servizi.
L’Istat vede comunque “segnali di ripresa dell’occupazione”, grazie al Jobs act e agli altri interventi del governo sul lavoro. I dati sulle forze di lavoro, si legge sempre nel focus, “sembrano indicare un primo aggiustamento della domanda e dell’offerta di lavoro al nuovo quadro dei costi e di impiego del lavoro, conseguente ai recenti provvedimenti normativi, in un contesto di ripresa dei livelli complessivi di attività economica”.

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