Lavoro e Damiano: ‘Serve grande campagna su prevenzione’


“L’incontro tra i ministri Orlando e Speranza con le organizzazioni sindacali sul tema della salute e sicurezza sul lavoro non solo è stato tempestivo, ma di straordinaria importanza.”,  dichiara Cesare Damiano, già ministro del Lavoro e consigliere Inail. “È positivo – continua – l’annuncio dell’assunzione di circa 2.100 unità all’Ispettorato del Lavoro e l’aver sottolineato l’esigenza di rafforzare prevenzione e controlli. Per quanto ci riguarda sarebbe importante ricordare come l’Italia destini ogni anno il 3% del Prodotto interno lordo, circa 45 miliardi di euro, per risarcire gli incidenti e le morti sul lavoro, le inabilità temporanee e permanenti e le malattie professionali

“Se queste risorse, erogate ex post, fossero in parte erogate ex ante per fare prevenzione, sarebbe un enorme salto sociale e culturale – prosegue Damiano -. Sarebbe, comunque, già un passo avanti spendere tutte le risorse che l’Inail destina ogni anno alle imprese, sotto forma di riduzione dei premi assicurativi, nel caso in cui si facciano investimenti in prevenzione. Purtroppo è ancora insufficiente il numero delle aziende che aderisce e una parte dei fondi viene risparmiata. Anziché restituirli al Mef e fornire così ai guardiani dei bilanci anche una scusa per tagliare le risorse dell’anno successivo, perché non impiegare questi risparmi in modo virtuoso? Ad esempio, promuovendo una grande campagna di informazione e di persuasione tra imprese e lavoratori a favore degli investimenti in prevenzione, anziché utilizzare le risorse risparmiate per diminuire il debito. Non ci stupiamo, poi, se aumentano infortuni e morti sul lavoro. I fondi destinati alla prevenzione, ai lavori usuranti, al risarcimento di chi si ammala di amianto e per le bonifiche ambientali, vengano aumentati e spesi. “l Pnrr non è solo un dato quantitativo: dev’essere anche qualitativo e comprendere, per questo, anche una preziosa ‘infrastruttura sociale’ capace di proteggere i soggetti più deboli ed esposti a malattie professionali e infortuni sul lavoro”, conclude l’ex ministro del Lavoro e consigliere Inail. 

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