L’Assemblea generale Onu boccia Gerusalemme capitale di Israele

L’Assemblea generale dell’Onu  dice no alla proposta di Trump di spostare l’ambasciata Usa da Tel Aviv a Gerusalemme, con l’implicito riconoscimento della Città Santa quale capita di Israele. Tra i voti a favore della risoluzione quello dell’Italia, insieme a 25 paesi dell’Unione europea, tra cui Francia, Germania e Regno Unito.

 La convocazione dell’Assemblea generale è stata richiesta dai rappresentanti di Turchia e Yemen, a seguito del veto posto il 19 dicembre dagli Stati Uniti a una bozza di risoluzione simile proposta dall’Egitto al Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Nell’Assemblea generale, nessuno dei 193 stati rappresentati possiede il potere di veto, a differenza del Consiglio di Sicurezza dove i membri permanenti Cina, Francia, Regno Unito, Russia e Stati Uniti possono bloccare con un solo voto qualsiasi risoluzione.

L’ambasciatore dello Yemen, Khaled Hussein Mohamed Alyemany, presentando il testo della risoluzione ha definito l’azione di Trump una palese violazione dei diritti del popolo palestinese e delle nazioni arabe, e di tutti i musulmani e cristiani nel mondo.

Durissimo l’intervento dell’ambasciatrice Usa all’Onu, Nikki Haley: ‘L’America sposterà la sua ambasciata a Gerusalemme, ed è questa la cosa giusta da fare. Nessun voto alle Nazioni Unite farà la differenza. Ma questo è un voto che gli Stati Uniti ricorderanno, ricorderanno il giorno in cui sono stati attaccati per aver esercitato il loro diritto come nazione sovrana. Questo voto farà la differenza su come gli americani guarderanno l’Onu e i Paesi che ci mancheranno di rispetto. Ricorderemo questo voto’.

‘Questo voto finirà nel secchio della spazzatura della storia’: così il rappresentante israeliano ha criticato parlando all’Assemblea generale dell’Onu la risoluzione che condanna la decisione degli Usa.

‘Questa decisione ribadisce ancora una volta che la giusta causa palestinese gode del sostegno della comunità internazionale e che nessuna decisione da qualsiasi parte può cambiare la realtà: Gerusalemme è un territorio occupato in base alla legge internazionale’, dice  il portavoce del presidente Abu Mazen, Nabil Abu Rudeineh: ‘Continueremo i nostri sforzi all’Onu e nelle organizzazioni internazionali per mettere fine all’occupazione e stabilire il nostro stato di Palestina con Gerusalemme est su capitale’.

Israele rigetta del tutto questa risoluzione assurda. Gerusalemme è la nostra capitale e sempre lo sarà, dice  il premier Benyamin Netanyahu aggiungendo di apprezzare il crescente numero di Paesi che hanno rifiutato di partecipare a questo teatro dell’assurdo: ‘Ringrazio Trump e l’ambasciatrice Haley  per la forte difesa di Israele e della verità’.

‘La casa delle bugie’, così Netanyahu aveva definito l’Onu.  Ci sono voluti 70 anni prima che gli Usa la riconoscessero come tale, e ci vorranno anni anche per l’Onu.

Naomi Sally Santangelo

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