L’Arte dei Pizzaiuoli napoletani al rush finale per l’Unesco

 L’Arte dei Pizzaiuoli napoletani al rush finale per il riconoscimento Unesco, che verrà deciso in Corea del Sud nell’ambito di un negoziato finale al via lunedì 4 dicembre che si concluderà sabato 9 dicembre. Si apre dunque una settimana di fuoco per i professionisti della margherita e per la cultura gastronomica partenopea. La candidatura italiana sarà esaminata tra il 6 e il 7 dicembre per essere definitivamente approvata il 9 dicembre, l’ultimo giorno dei lavori del Comitato. Sarà in particolare il 12/mo Comitato dell’Unesco che deciderà se proclamare ‘L’arte dei pizzaiuoli napoletani’ patrimonio dell’umanità: 24 Paesi compongono il Comitato Intergovernativo, il suo organo esecutivo, che dovrà decidere sulla candidatura italiana. Tra questi 24, solo 2 sono i paesi europei che ne fanno parte: Austria e Cipro che hanno già dichiarato di essere pronti a sostenere i pizzaiuoli napoletani.

Sono sicuro,  dice all’Ansa Pier Luigi Petrillo, consigliere per l’Unesco del Ministro Martina, che ha curato il dossier di candidatura,  che, dopo otto anni di lavoro, riusciremo ad ottenere il riconoscimento Unesco. Ma è fondamentale spiegare che non si tratta di un riconoscimento alla pizza. Ad essere oggetto di valutazione è l’espressione culturale di una comunità, quella napoletana; è il lavoro dei pizzaiuoli, la loro cultura, la loro tradizione, la loro identità. Per questo il riconoscimento, se arriverà come mi auguro, sarà unico nel suo genere: perché sarà un premio al lavoro, al sacrificio, dei pizzaiuoli napoletani, vero e proprio presidio culturale di questa comunità.

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