Lampedusa, il sindaco Martello contro i migranti: “Minacce e molestie, isola al collasso”

Totò Martello lo aveva annunciato all’indomani dell’elezione a sindaco: “Sull’accoglienza deve cambiare tutto”. Adesso va all’attacco, chiedendo la chiusura dell’hotspot a Lampedusa e puntando il dito contro i migranti accusati di “minacce, molestie, furti”. Nell’isola simbolo dell’accoglienza ai migranti, protagonista del docufilm vincitore dell’Orso d’oro a Berlino “Fuocammare” e che qualcuno voleva addirittura candidata con i suoi abitanti a premio Nobel per la pace, da giugno c’è un netto cambio di rotta.

Il passaggio di testimone tra la prima cittadina “paladina” dei migranti Giusi Nicolini a Totò Martello, anche lui candidato del Pd ma in polemica con l’ex sindaca, ha sancito una frattura. Martello, già sindaco di Lampedusa per due legislature fino al 2001, non usa giri di parole: “Lampedusa è al collasso, le forze dell’ordine sono impotenti, nel centro ci sono 180 tunisini molti dei quali riescono tranquillamente ad aggirare i controlli: bivaccano e vivono per strada. Chiedo che venga chiuso l’hot spot, una struttura inutile che non serve a niente”. E accusa: “Siamo abbandonati”.

Non più “braccia aperte” ai migranti, immagine che di Lampedusa aveva esportato il documentario di Gianfranco Rosi nel mondo. Il sindaco Martello denuncia: “I bar sono pieni di tunisini che si ubriacano e molestano le donne. Ricevo decine di messaggi di turisti impauriti, gli albergatori, i commercianti e i ristoratori subiscono quotidianamente, non ce la fanno più”.

Per Martello, che ha “doppiato” l’avversaria di sempre Giusi Nicolini, arrivata terza dietro a lui e al candidato grillino, riscuotendo alle amministrative di giugno quasi 1600 voti, c’è un problema di ordine pubblico: “Nonostante il centro sia presidiato da polizia, carabinieri e guardia di finanza, i tunisini entrano ed escono come e quando vogliono. Non c’è collaborazione fa parte delle istituzioni. Chiedo l’intervento diretto del ministro degli Interni”.

Il primo cittadino segnala diversi episodi: “Per due volte un fruttivendolo che si trova davanti alla stazione dei carabinieri ha subito il furto di fiaschi di vino. Ci sono furti continui nelle botteghe di abbigliamento e di alimentari, molestie nei confronti dei turisti. Se non si è grado di gestire questua situazione, poiché molti di questi sono delinquenti, che vengano messi in carcere”.

Martello ha anche scritto una lettera aperta, per difendersi dalle polemiche attorno alle sue dichiarazioni: “In troppe occasioni i migranti sbarcano, vengono soccorsi ed accolti, e subito dopo vengono lasciati liberi di muoversi come vogliono senza che nessuno intervenga per verificare se soggiornano o meno all’interno del centro – dice il primo cittadino – Se qualcuno vuole speculare sulle mie parole è libero di farlo, ma qui il tema non è né il razzismo né l’intolleranza: il punto è il rispetto dell’ordine pubblico e delle regole. Un rispetto che non può valere solo per i lampedusani, mentre chiunque altro viene lasciato libero di agire come vuole”.

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