La voce femminile

Riceviamo, e volentieri pubblichiamo, l’articolo ricevuto da James Hansen

Il timbro della voce femminile è sceso – almeno in Occidente – in maniera marcata negli ultimi decenni e nessuno sa esattamente perché. Uno studio compiuto all’University of South Australia su campioni vocali femminili registrati tra gli anni ’40 e gli anni ’90 del secolo scorso ha quantificato lo spostamento medio della tonalità femminile in circa 23 Hz nell’arco di soli cinque decenni.  La tendenza è stata confermata anche in Svezia, negli Usa e in Canada.

Lo “hertz” – “Hz” – è l’unità di misura convenzionale delle frequenze.  In termini musicali la trasformazione è un passaggio che va approssimativamente da un la diesis a un sol diesis – una differenza nettamente percepibile dall’orecchio umano.

Sono molti i fattori che possono influire sul timbro della voce. I ricercatori australiani hanno controllato i campioni per identificare la presenza di elementi che potessero falsare i risultati. Le voci studiate erano tutte di studentesse universitarie, nessuna era fumatrice. Un’importante distinzione tra il campione più antico e quello degli anni ’90 era che nel secondo gruppo molte delle partecipanti prendevano anticoncezionali orali, ed è noto che gli equilibri ormonali possono incidere sulla tonalità vocale – come, notoriamente, nel caso dei cantanti castrati del passato.

Anche escludendo gli effetti della “pillola” dai dati, il calo di timbro restava. L’ipotesi degli studiosi è che l’abbassamento della voce femminile possa dipendere dalla trasformazione della posizione sociale delle donne, che nel mezzo secolo dalla fine della Seconda Guerra Mondiale hanno acquisito ruoli di maggiore autorevolezza. Si sa infatti – sia dall’esperienza di vita che da ricerche scientifiche – che l’abbassamento del timbro della voce è caratteristico delle espressioni d’autorità.

Un noto esempio è il caso del Primo Ministro britannico Margaret Thatcher – la prima donna ad occupare il ruolo – che, volendo incrementare la propria autorevolezza sui riottosi maschietti del suo Governo e nelle sue comunicazioni pubbliche, si è rivolta a un “voice coach” – sorta di “allenatore” della voce che più spesso assiste cantanti e attori – per imparare ad abbassare il proprio timbro. La Lady di Ferro arrivava a ridurre la tonalità di 60 Hz, una differenza notevole e che in qualche modo la trasformava da “casalinga stridula” per i suoi detrattori a ‘statista’  nella percezione degli ascoltatori.

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