La vicenda dell’inchiesta sulla bomba contro Sigfrido Ranucci che, secondo i pm, sarebbe stata ordita dal suo «caro amico» Valter Lavitola, offre ogni giorno nuovi colpi di scena.
Il fatto è che di mezzo ci sono il conduttore di un programma di punta del giornalismo d’inchiesta della Rai; i rapporti di quel programma che tanto impatta sul dibattito pubblico con le fonti in cui – per mutuare parole di Ranucci – non si capisce bene chi «subiva» e chi «governava»; il precedente degli adombrati mandanti politici di pedinamenti che si sono poi rivelati una pista morta, ma sono valsi comunque un certo spargimento di fango contro la destra; trame politiche per cercare di spingere Ranucci a candidarsi alla guida del centrosinistra che invece sono state confermate e che sarebbero state eterodirette dall’estero, secondo quanto riferito dallo stesso Lavitola in un’intervista a Repubblica in cui ha parlato di un’imbeccata da ambienti della «internazionale socialista».
È alla luce di questi elementi, dunque, che si comprendono sia la cautela della Rai, che per tutelare il marchio Report ha deciso di sospenderne le repliche estive, sia l’esposto di FdI che chiede di fare chiarezza su alcuni elementi emersi in questi giorni. Ad anticipare la denuncia è stato il Messaggero, riferendo in particolare la richiesta di approfondimento su due questioni: quella dell’influenza su Ranucci di Lavitola, che avrebbe avuto il potere di intercedere per chi aveva problemi col conduttore (vicenda rispetto alla quale Lavitola nega con forza e minaccia querele) e le eventuali ricadute che certi interessi di Lavitola in campo energetico potrebbero in via ipotetica aver avuto su alcune puntate di Report. Conferma, citando fonti parlamentari, che l’esposto è in preparazione, senza però entrare nel merito del suo contenuto.
Il deputato di FdI, Massimo Ruspandini si è soffermato su ulteriori «dettagli» sull’attentato a Sigfrido Ranucci, che definisce «sempre più sconcertanti» e che emergono dalla lettura dei quotidiani: «Apprendiamo che il servizio di Report riguardante il cantiere navale Vittoria di Rovigo, indicato dallo stesso Ranucci come la causa dell’attentato da lui subito, insinuando perfino collegamento con Fratelli d’Italia, sarebbe stato suggerito da Lavitola. Lo stesso Lavitola che, mentre stava subendo una perquisizione dai carabinieri scriveva a Ranucci dei messaggi che sembrano essere una versione difensiva a cui attenersi: “Mi hanno detto che se tu fossi stato d’accordo saresti indagato anche tu per la questione dell’esplosivo, ma ovviamente questo sarebbe pura follia”».
Del ruolo di Lavitola rispetto alla puntata sui cantieri navali ha parlato in questi giorni lo stesso Ranucci in un’intervista al Corriere della Sera, in cui ha ribadito di considerarla «la pista più sensata» in relazione alla bomba sotto casa sua. «Lavitola, già consulente di Finmeccanica, ci diede qualche dritta proprio per realizzare quella puntata sui cantieri», ha precisato Ranucci, aggiungendo che «non penso di averlo subito ma di averlo governato». Secondo quanto riferito oggi dal Corriere, citando «i giornalisti di Report», Ranucci e Lavitola si sarebbero incontrati anche dalle parti della Rai di via Teulada. Secondo «una prima verifica degli accessi» riferita nell’articolo, nel 2021 risulterebbe un pass per l’ingresso di Lavitola in sede.
Ma la palma della sottile perfidia va certamente a Daniela Santanché, che ha sublimato ipocrisie e ombre di questa vicenda in una battuta fulminante: «Lavitola-Ranucci: la coppia dell’estate. Ci faranno sognare…», ha scritto sui propri social.
La vicenda Ranucci si nutre di nuovi particolari. Gimmi Cangiano, deputato di Fratelli d’Italia, annuncia di voler querelare il giornalista Rai dopo gli sviluppi dell’inchiesta sull’attentato subito ad ottobre scorso. Ranucci avrebbe confidato a un esponente pentastellato che ci sarebbe stato Cangiano dietro l’atto criminale.
“Le ulteriori notizie diffuse oggi dagli organi di stampa aggiungono un elemento di eccezionale gravità a una vicenda che mi ha arrecato un danno umano e politico enorme-dice Cangiano-. Dalla conversazione telefonica tra Sigfrido Ranucci e un deputato del Movimento 5 Stelle emergerebbe infatti che, anche lontano dalle telecamere, Ranucci continuava a sostenere che dietro la bomba collocata sotto casa poteva esserci io. Una tesi che, come già avvenuta nella puntata di Report, sarebbe stata immediatamente esclusa dallo stesso collega dei 5Stelle”.
“Oggi, però,- aggiunge il deputato di FdI– gli sviluppi investigativi aggiungono ulteriori particolari e conducono abbondantemente in tutt’altra direzione, con l’individuazione di soggetti e movimenti che nulla hanno a che vedere con la mia persona. E proprio alla luce di questi ulteriori elementi, ho dato mandato ai miei legali di predisporre una denuncia per calunnia e diffamazione affinché la magistratura accerti ogni responsabilità fondamento, un attentato così grave. Difenderò la mia onorabilità in ogni sede, con la serenità di chi sa di essere completamente estraneo ai fatti”.
L’attentato a Sigfrido Ranucci ha visto esporre al pubblico ludibrio personaggi come il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari e lo stesso Cangiano, accusati implicitamente di essere coinvolti in una vicenda torbida. Mentre proprio Fratelli d’Italia ha chiesto ad alta voce che si arrivasse alla verità. Esprimendo giustamente tutto il suo sdegno e disappunto per una serie di voci assurde e surreali. E su questo anche Ranucci dovrebbe fare qualche riflessione. Una volta tanto.
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