Al Teatro Vascello è in scena La vegetariana, scene dal romanzo di Han Kang, Premio Nobel per la letteratura 2024, in un testo adattato da Daria Deflorian, che ne cura la regia ed è tra i quattro attori in scena, e Francesca Marciano.
La vicenda è ben nota ai moltissimi amanti del libro: Yeong-hye, donna della Corea del sud contemporanea, apparentemente senza tratti particolari, moglie silenziosa, invisibile, priva di desideri propri, ossessionata da un sogno fatto di immagini disturbanti, di violenza e di sangue, smette di mangiare carne.
Questa scelta produce reazioni che spostano in modo irreversibile gli equilibri della famiglia: il marito, uomo devoto alla mediocrità e dunque refrattario a ogni scintilla di cambiamento, disconosce Yeong-hye; il padre, militare dalla struttura mentale irregimentata e violenta, con la violenza cerca di costringerla a ingerire carne; la sorella, con una vita strutturata tra maternità, famiglia e lavoro, pur non comprendendo la scelta empatizza con la vegetariana nella rinnovata memoria delle violenze subite dal padre quando erano piccole; il cognato, sedicente artista in crisi che trova nel corpo Yeong-hye fonte di nuova ispirazione, e di passione.
Ma niente può sviare la protagonista da un personalissimo percorso di liberazione che la porta, nel finale, a voler smettere di essere umana, per diventare un essere vegetale.
Il racconto è scandito in tre parti, ognuna ha una voce narrante: il marito, il cognato, la sorella. La protagonista non racconta mai, dice solo i suoi rifiuti della carne e i frammenti dei suoi sogni.
Questa è anche la struttura dello spettacolo.
Sono tra coloro che hanno letto il libro ma non sono entrata in sintonia profonda con il testo; e lo spettacolo, nella mia esperienza, non ha creato questa relazione.
La pièce è una mise en scène del testo, riconoscibile quasi parola per parola. La stessa Daria Deflorian afferma, in un video, di aver fatto ritorno al libro dopo il laboratorio che aveva ristretto il contenuto in una decina di pagine (e non posso fare a meno di chiedermi quali esiti avrebbe prodotto quella condensazione).
La scelta drammaturgica è trasposta scenograficamente in uno spazio geometrico neutro che fa risaltare lo studiatissimo gioco di luci.
In scena gli attori danno voce e corpo con efficacia al punto di vista sulla vicenda che ciascuno incarna, anche se alcuni gesti non sembrano sufficientemente carichi della giustificazione a essere compiuti (mi spoglio, mi vesto, metto le scarpe, le tolgo).
La figura centrale della vegetariana, dalla fisicità centrata e sempre credibile, non è valorizzata dauna vocalità sommessa e non sempre ben articolata: anche nelle prime file, tra il pubblico si è percepito più di un riferimento alla difficoltà di sentire quanto veniva detto in palcoscenico.
La vegetariana è uno spettacolo che riporta alla mente i temi di un testo molto amato e che, a giudicare dai commenti percepiti in uscita, ha deliziato coloro che, nella versione teatrale, hanno cercato e trovato riscontri puntuali al romanzo.
LA VEGETARIANA
scene dal romanzo di Han Kang Premio Nobel per la letteratura 2024
adattamento del testo Daria Deflorian e Francesca Marciano
co-creazione Daria Deflorian, Paolo Musio, Monica Piseddu, Gabriele Portoghese
regia Daria Deflorian
aiuto regia Andrea Pizzalis
scene Daniele Spanò
luci Giulia Pastore
suono Emanuele Pontecorvo
costumi Metella Raboni
consulenza artistica nella realizzazione delle scene Lisetta Buccellato
collaborazione al progetto Attilio Scarpellini
consulenza alla drammaturgia Eric Vautrin
direzione tecnica Lorenzo Martinelli con Micol Giovanelli
stagista Blu Silla
per INDEX Valentina Bertolino, Elena de Pascale, Francesco Di Stefano, Silvia Parlani
una produzione INDEX
in coproduzione con Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale;
La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello; TPE – Teatro Piemonte Europa; Triennale Milano Teatro; Odéon–Théâtre de l’Europe; Festival d’Automne à Paris; théâtre Garonne, scène européenne – Toulouse
con la collaborazione di ATCL / Spazio Rossellini; Istituto Culturale Coreano in Italia
con il supporto di MiC – Ministero della Cultura
copyright © Han Kang 2007
copyright © Adelphi 2016
durata 110’
Teatro Vascello,
via Carini 78, Roma
dal 19 al 24 maggio dal martedì al venerdì h 21, sabato h 19 e domenica h 17
Lorena Monguzzi
@elleoella
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