La tregua

In attesa di un cessate il fuoco e di una tregua tra israeliani e palestinesi, si è realizzata una tregua nella politica italiana, si è prodotta una novità rilevante. Sulla guerra in Medio Oriente il Parlamento ha trovato un accordo bipartisan. 159 deputati del centro destra si sono astenuti, anziché votare contro la mozione presentata dal Pd. Non era scontato il risultato e proprio per questo assume un grande rilievo sia per la politica estera che per quell’interna, visto che si tratta di un accordo tra Giorgia Meloni ed Elly Schlein . L’accordo come sopra detto avviene sulla mozione del Pd di un ‘cessate il fuoco per cause umanitarie‘ . E’ una svolta decisiva del governo e della maggioranza rispetto all’iniziale posizione, rimasta ancorata a quella mattina del 7 ottobre 2023, ossia al diritto di Israele all’autodifesa. Il cambiamento di linea della maggioranza traspariva già dalle parole del Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che con toni decisi e duri nei confronti di Netanyahu, sottolineava che la reazione israeliana era diventata sproporzionata rispetto alle migliaia di vittime civili che nulla hanno da fare con Hamas. Per la nostra Presidente del Consiglio non restava, quindi, che adeguarsi  al nuovo posizionamento del mondo occidentale, dagli USA alla Gran Bretagna, dalla Francia alla Germania. Tutti grandi alleati di Israele che non  potevano più assistere impotenti e silenti alla carneficina della popolazione palestinese nella striscia di Gaza. Quindi per la Meloni una posizione di convenienza quella di non accettare più, una posizione remissiva e passiva nei confronti di Netanyahu e della sua strategia militare stragista. Nella capitale egiziana i colloqui portati avanti dal primo ministro del Quatar in uno al Presidente egiziano, il capo della CIA e rappresentanti del Mossad, assumono contorni sempre più concreti per giungere ad un cessate il fuoco umanitario della durata di sei settimane e con il contestuale rilascio degli ostaggi israeliani. Un quadro del tutto nuovo e in rapido movimento. E l’Italia ha tutto l’interesse a non apparire come l’ultimo baluardo difensivo di un Netanyahu, ormai indifendibile ed evitare di apparire ostile a tutti quei Paesi più sensibili alla “causa palestinese“. Bilancio altrettanto positivo per la segretaria del Pd, Elly Schlein nei confronti del suo partito afflitto da guerre interne e sempre più critico nei suoi confronti. Del resto la Premier l’ha scelta come unico interlocutore, mettendo da parte tutti gli altri leader dell’opposizione. E’ interesse del Paese che la politica esca dalla solita bagarre di accuse reciproche e di insulti. Con buona pace di Salvini, Conte e Calenda.
Andrea Viscardi

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