La signora in rosso (The Woman in Red) è un film del 1984 diretto da Gene Wilder che firma la pellicola come regista e sceneggiatore oltre che come attore protagonista. Il tema musicale I Just Called to Say I Love You, scritto ed interpretato da Stevie Wonder, è valso al film un Premio Oscar ed un Golden Globe.
Teddy Pierce è un buon padre di famiglia che vive a San Francisco. Lavora come responsabile in uno studio pubblicitario affermato, e frequenta il tennis club con gli inseparabili amici di sempre.
Una mattina, nel garage della propria azienda, Pierce vede Charlotte, affascinante donna inglese di rosso vestita: l’ultima modella scoperta dal suo superiore. La splendida giovane, non sapendo di essere osservata da Teddy, danza per qualche istante fatale sulla grata del ricircolo dell’aria, imitando Marilyn Monroe.
L’effetto è immediato: Teddy comincia un corteggiamento al limite dell’assurdo, che lo porterà ad avere più grattacapi che altro, al punto che si ritroverà in accappatoio su un cornicione al ventesimo piano di un palazzo del centro.
Il film uscì negli Stati Uniti il 15 agosto 1984, mentre in Italia, come si usava allora, solo in autunno, il 29 novembre 1984.
Rosso fuoco. Non solo il vestito, ma anche l’auto. Abbandonati i colori scuri, pastello o neutri, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni è arrivata al vertice dei Volenterosi di Parigi con un tallieur dai toni decisi, quasi abbinata all’auto da cui è scesa fuori dall’Eliseo. Non la solita auto blu, ma un’Alfa Romeo – orgoglio Made in Italy – della stessa tonalità del suo abito.
Usare vestiti e colori per comunicare non è certo una novità nei palazzi, esteri e italiani: anche l’abito è sostanza politica. E la premier non è da meno. Il rosso torna nei suoi outfit, lo indossa anche nella foto profilo sui social, ma non è mai usato con casualità. Nemmeno questa volta. Non un semplice dettaglio estetico.
Alla conferenza si parla dello stretto di Hormuz. L’incontro è copresieduto dal presidente francese Emmanuel Macron e dal primo ministro britannico Keir Starmer, Giorgia Meloni è in presenza, con il cancelliere tedesco Friedrich Merz, e gli altri leader sono collegati in video. C’è appena stato lo strappo con Donald Trump, che continua a minacciare: «L’Italia non c’è stata per noi e noi non ci saremo per lei». Meloni non si lascia intimidire, va avanti, prova a rinsaldare l’asse con i partner europei, senza dimenticare di ringraziare il presidente americano per la tregua in Libano.
In questo contesto, la scelta del rosso non si limita alla moda. «Dal punto di vista cromatico, il rosso è probabilmente il colore più primitivo che possediamo. È il colore del sangue, dell’allarme, dell’attrazione. È un colore che il cervello registra subito, ancora prima di elaborarlo razionalmente. Per questo, quando una leader politica sceglie il rosso, non sta mai scegliendo un semplice dettaglio estetico», conferma Anna Vagli, analista comportamentale.
Il messaggio dietro il vestito
Il colore ha un preciso messaggio politico: «Dal punto di vista della psicologia del colore, il rosso aumenta la percezione di autorità, segnala controllo, assertività, riduce la distanza simbolica con il potere e soprattutto cattura l’attenzione in modo immediato. Non puoi ignorarlo. Entra nella stanza prima ancora della persona che lo indossa. E se leggiamo questa scelta dentro il momento politico che stiamo vivendo allora il messaggio diventa ancora più netto. Giorgia Meloni, senza bisogno di pronunciarlo, sta dicendo: “Io ci sono, e mi faccio vedere”. “Non arretriamo: presidiamo la scena”. “Non sono qui in visita. Sono qui in posizione”».
Il fatto che anche l’auto condivida lo stesso codice cromatico è un dettaglio altrettanto interessante. «Questo rafforza enormemente il messaggio – spiega ancora Vagli – perché quando il colore personale e il contesto si allineano, il cervello non legge più una coincidenza ma legge intenzionalità e controllo dell’immagine. Così il rosso lavora su più livelli contemporaneamente. A livello viscerale produce impatto, energia, allerta. A livello emotivo comunica forza, determinazione, perfino conflitto, se necessario. A livello cognitivo costruisce l’idea di una leadership indiscussa».
Nelle foto di rito è lei che spicca, unica donna e per giunta in rosso, insieme a tre uomini vestiti di scuro. Occupa lo spazio visivo e politico: nessuno può ignorarla.
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