La Russa: Il Pdl è unito, ora riforma elettorale. Casini: sì alle preferenze

“Non c’è un Pdl che sostiene Monti ed uno che invece lo contrasta e punta al voto anticipato”. Lo sostiene il coordinatore nazionale del Popolo delle Libertà, Ignazio La Russa, in una intervista al quotidiano milanese il ‘Giornale’. Nel Pdl non esiste nessuna parte ‘anti-Monti, ma é chiaro che “siamo a un bivio: tocca a Mario Monti sanare gli squilibri della sua azione forte coi deboli e debole coi forti, per convincerci a continuare a sostenerlo nei prossimi mesi”, dice l’ex ministro della Difesa. Ma precisa La Russa “noi, a differenza del Terzo Polo che per sua convenienza vuole che arrivi al 2013 non abbiamo messo alcuna data di scadenza su Monti. Né anticipata né posticipata”. Il partito, intanto, è impegnato sul fronte della legge elettorale. Un primo accordo di massima all’interno del Pdl sembra essere stato trovato: la modifica del meccanismo di selezione di deputati e senatori. “Siamo tutti convinti – spiega il coordinatore – che non debba assolutamente passare l’idea che il Pdl è a favore del parlamento dei nominati, i cittadini devono tornare ad avere il potere di scegliere i propri eletti”. Il Pdl, insomma, è pronto a fare la riforma elettorale e, aggiunge La Russa, “vogliamo avviare un giro d’orizzonte confrontandoci con tutti i partiti”. Assicura che dal partito non c’è alcuna proposta di riforma precostituita e che, nonostante sia importante anche una riforma della Carta, La Russa, rivolgendosi soprattutto agli altri partiti, sottolinea che “non poniamo la condizione che debba andare in porto una cosa per fare l’altra”. Una apertura al dialogo approvata dal leader dell’Udc, Pierferdinando Casini, che chiarisce di essere favorevole a un cambio della legge elettorale che dia la possibilità ai cittadini di scegliere il proprio parlamentare e che non costringa ad ammucchiate innaturali che poi paralizzano ogni governo. L’importante, dice il leader del Terzo Polo, “è non partire dalla coda ma dalla testa: è un nuovo bicameralismo che deve precedere le ipotesi di riforma della legge elettorale, non il contrario”. Il porcellum deve andare in soffitto perché sarebbe “una prova di impotenza della politica. Almeno le preferenze vanno inserite”.

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