La Merkel invita il neo premier britannico Theresa May in Germania

Theresa May  pochi minuti dopo aver visto la regina per il passaggio delle consegne  ha promesso di sconfiggere l’ingiustizia bruciante della sperequazione sociale di un Regno Unito che si sente sempre meno unito e sempre meno attento ai bisogni di chi è stato dimenticato dall’economia moderna. Una mossa astuta da parte della May per conquistare il centro del quadro politico e togliere aria ai laburisti,  sempre più in crisi,  e isolare le ali estreme sia di destra che di sinistra. La  May deve cercare di rimarginare un Paese che si è spaccato a metà sulla questione di Brexit con pericolose tendenze al razzismo e all’intolleranza.  Il primo ministro   ha ricevuto e accettato formalmente l’invito di Elisabetta II a formare un nuovo governo. Pochi minuti prima l’aveva preceduta nella sede della Corona il premier uscente David Cameron, per rassegnare le dimissioni e rimettere l’incarico nelle mani della Regina. Incassata l’investitura reale, Theresa May si è quindi portata al numero 10 di Downing Street per il suo primo discorso da prima ministra. Theresa ha esaltato la ricchezza dello stare insieme che è alla base del Regno Unito e si è impegnata a lavorare per una migliore giustizia sociale: ‘Il mio governo sarà guidato dai bisogni del normale cittadino britannico, non da quelli di pochi privilegiati. Ad esempio, quando affronteremo il tema delle tasse farò di tutto perché i cittadini del Regno Unito abbiano più controllo sulle loro vite. Il mio governo combatterà contro la grande ingiustizia per la quale chi è povero è destinato a morire prima. Inghilterra, Scozia, Irlanda del Nord, Galles formano il  Regno Unito che non è   solo un’unione di nazioni, ma è principalmente un’unione di cittadini. Guiderò il governo di una nazione, per rendere la Gran Bretagna un Paese al servizio di tutti. Questa sarà la missione del mio governo. Andiamo incontro a un grande cambiamento a livello nazionale. Noi accettiamo la sfida. La Gran Bretagna avrà un nuovo ruolo, audace e positivo, fuori dall’Ue’, alludendo evidentemente al processo della Brexit. Nel suo governo entra  Philip Hammond che si aggiudica la poltrona piu’ importante del governo. L’ex ministro degli Esteri e’ stato nominato cancelliere dello Scacchiere, e quindi titolare del Tesoro, al posto di George Osborne, un fedelissimo di David Cameron, che resta fuori dal nuovo gabinetto. L’ex sindaco di Londra, Boris Johnson, capofila dei filo-Brexit al referendum del 23 giugno, diventa a sorpresa ministro degli Esteri del governo britannico di Theresa May. Mentre Amber Rudd, gia’ ministra dell’Energia, appare destinata a diventare la seconda donna piu’ importante del gabinetto, ereditando dalla stessa May l’Home Office, cioe’ il dicastero dell’Interno. Alla Difesa attesa la conferma di Michael Fallon.Theresa May ha scelto David Davis, veterano del Partito Conservatore e sostenitore di Leave al referendum sull’Ue, per guidare il neonato ministero per la Brexit, cui spettera’ gestire il divorzio da Bruxelles. Davis, 68 anni, si scontro’ con David Cameron per la guida dei Tories nel 2005, venendo sconfitto nel ballottaggio. Era da tempo all’opposizione nel partito, in polemica su molti temi con la linea dello stesso Cameron. Rientra nel governo, al Commercio Estero, anche un altro grande vecchio del partito, pure un ‘brexiter’, Liam Fox, titolare della Difesa alcuni anni fa. Tra oggi e domani le altre nomine. Secondo indiscrezioni, il nuovo governo sarà costituito per metà di donne. Tra le più quotate nel toto-ministre, Justine Greening, Harriett Baldwin, Margot James e Karen Bradley. Angela Merkel ha invitato in Germania il nuovo premier britannico affermando: ‘Sono contenta di collaborare con May. Credo che il nostro compito sia quello di collaborare strettamente con i Paesi amici.  Il mondo ha tanti problemi, dobbiamo portare avanti la collaborazione in politica estera, così come abbiamo sempre fatto con la Gran Bretagna’.  Nel giorno del suo insediamento la May deve fronteggiare intanto le critiche che le arrivano dai media britannici. ‘The Independent’ punta il dito in particolare sul marito, Philip John May. Ted Jeory e Jon Stone, gli autori dello ‘scoop’, notano che lui lavora per un fondo di investimento che controlla asset del valore di 1.400 miliardi di sterline. Il portfolio di clienti del fondo comprende anche i 20 miliardi di sterline di Amazon e Starbucks: proprio le due multinazionali citate ieri dalla May nel suo discorso sull’evasione fiscale da combattere: ‘Dobbiamo parlare delle tasse. Non importa se ti chiami Amazon, Google o Starbucks,     perché hai comunque il dovere di restituire qualcosa, hai un debito verso i cittadini e la responsabilità di pagare le tasse. Come primo ministro punirò l’evasione individuale e quella delle corporation’. Un discorso da neo-premier che già scatena polemiche.

Roberto Cristiano

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