La Meloni risponde all’attacco di “Libero”: «Noi mai con sinistra e grillini, niente pastrocchi»

“Caro direttore, approfitto dell’ospitalità di Libero perché negli ultimi giorni, l’ultima volta ieri addirittura con due articoli di analogo tenore, si è, seppur bonariamente, rimproverato a Fratelli d’Italia di non avere a cuore i destini della Nazione per via della indisponibilità che il nostro movimento ha apertamente dichiarato a far parte di un governo di larghe intese. Inizia così l’intervento di Giorgia Meloni sul quotidiano diretto da Pietro Senaldi.

Meloni: “Mozione di sfiducia al governo”

“Lei comprenderà come nulla possa ferire di più chi, come me e come Fratelli d’Italia, ha sempre messo la Nazione prima della fazione”, scrive la presidente di FdI nella  lettera che  ‘Libero’ pubblica sul numero in edicola. “Intanto – sottolinea la leader di Fratelli d’Italia – sgomberiamo il campo dal primo equivoco: per noi Conte deve andare a casa quanto prima e non saremo certo noi, che non abbiamo sostenuto né il Conte uno né il Conte bis, e mai gli abbiamo votato la fiducia, ad allungargli la vita. Anzi, siamo pronti a presentare da subito una mozione di sfiducia per porre fine in Parlamento a questo governo agonizzante che sta paralizzando l’Italia”.

“Non è vero che non si può votare”

Pertanto “Attendiamo che le altre forze politiche si dichiarino pronte a sostenerla, così potremo finalmente capire le vere posizioni in campo e magari svelare l’ennesimo bluff di Matteo Renzi”. “Il secondo equivoco – prosegue Meloni – si gioca sul filo del tecnicismo: ci si dice che in primavera non si potrebbe comunque votare per via del referendum; e che quindi chiedere le elezioni sarebbe un blaterare vano, addirittura ‘una presa in giro’ verso i nostri elettori. Ma non è vero che non si può votare”.  Giorgia Meloni si sofferma, dunque sulla tempistica:

“Fine maggio, inizi giugno”

“Mi spiego: il referendum si celebrerà il 29 marzo, la legge che taglia i parlamentari prevede che non si possa attuare prima di sessanta giorni dalla sua entrata in vigore. A quel punto saremmo a domenica 31 maggio. Certo, occorrerà ridisegnare i collegi elettorali a seguito del taglio. Ma questo si può fare già da ora, approvando un provvedimento di ridefinizione dei collegi con la clausola che entri in vigore nel caso (praticamente certo) in cui il referendum confermasse il taglio. Cioè esattamente ciò che già fu fatto in occasione della riforma costituzionale voluta da Renzi. Se si vuole si può fare, anche stavolta, in poche settimane. Tecnicamente, dunque, si può andare a votare a fine maggio, inizio giugno”.

“La questione è, quindi, solo politica. E qui veniamo al terzo equivoco: si dice che un governo Draghi, o comunque un governo di ‘responsabilità nazionale’, sostenuto dal centrodestra e da Renzi potrebbe finalmente far fronte alla perdurante crisi italiana. Omettendo peraltro di dire che in questo scenario i numeri parlamentari non sarebbero sufficienti e servirebbe comunque aggiungervi almeno una pattuglia di grillini”.

In pratica, secondo questa teoria, il terzo governo nato in laboratorio e senza la minima legittimità popolare (chiamiamolo pure inciucio, come molti lettori di Libero sono abituati a fare) dovrebbe riuscire dove i due precedenti hanno fallito. Il Conte 1, pur sorretto da un iniziale consenso popolare, è naufragato per l’impossibilità di tenere insieme forze politiche di orientamento opposto. Il Conte bis annaspa perché nato da una bieca operazione di potere e addirittura contro la volontà popolare”: si legge ancora nella lettera della Meloni. Che ricorda come in tutte le ultime elezioni regionali il centrodestra non hanno avuto dubbi nel premiare il centrodestra.

Un governo Draghi non avrebbe senso”

“Perché mai – domanda la leader di FdI – un governo Draghi, sostenuto da un inedito asse Salvini-Berlusconi-Renzi-Di Maio dovrebbe essere meglio? E perché mai si dovrebbe pretendere da Fratelli d’Italia il sostegno a un’operazione che paralizzerebbe ancora una volta l’Italia? E che senso avrebbe, per Fratelli d’Italia, venire meno alla sua parola: mai con la sinistra, mai con i cinquestelle”. Il tutto “per partecipare insieme a gente della quale ha un giudizio pessimo (perché io voglio sì mandare a casa Conte, ma anche Renzi e Di Maio!) per fare ancora male all’Italia?”

Quest sono i punti di un ragionamento ineccepibile e coerente. Per questo, “Non ha alcun senso direttore – e come lo vedo io lo vedono anche i cittadini- come dimostra il fatto che il consenso di Fratelli d’Italia continua a crescere”. E “tutte le volte che abbiamo interrogato gli elettori di centrodestra su scenari di questo tipo le risposte sono state inequivocabili”.

Meloni “Non serve l’ennesimo pastrocchio”

“Per questo – rimarca di nuovo Meloni – non siamo e non saremo disponibili all’ennesimo governo di inciucio. All’Italia non serve l’ennesimo pastrocchio. All’Italia serve un esecutivo forte e coeso, capace di garantire cinque anni di governo con una visione chiara. Una condizione che le accozzaglie non potranno mai garantire, ma le elezioni sì”.

Aggiunge un’osservazione: “Beninteso, se qualcuno si vuole avventurare in questi nuovi scenari lo può fare, avrebbe i numeri anche senza Fratelli d’Italia. E noi, come sempre abbiamo fatto, saremmo pronti a votare tutti i provvedimenti che andassero nella direzione che riteniamo giusta per l’Italia. Ancora in questi giorni lo stiamo facendo cercando di migliorare le misure di sostegno all’economia per fronteggiare la crisi del Coronavirus. A riguardo  GiorgiaMeloni lancia un avvertimento: “Se qualcuno però pensa di utilizzare il Coronavirus per tirare a campare e rimandare le elezioni all’infinito troverà in noi i più decisi oppositori”, conclude la leader di Fdi.

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