La manovra del “sacrificio”. Monti: “Rinuncio al mio compenso”

Una manovra all’ insegna del sacrificio, delle rinunce, quelle  Monti chiede agli italiani e quelle che non risparmieranno nessuno, premier incluso:  “Chiedo sacrifici agli italiani e rinuncio al mio compenso. Voglio che l’ intera popolazione senta il governo a sé vicino in questa fase di sacrifici”. Così, aprendo la conferenza stampa, il professore illustra la manovra da 30 miliardi ( 20 di correzione), dichiarando che si tratta di un “decreto salva- Italia”. Sarebbe questo infatti l’ unico modo per evitare il crollo del  Bel Paese.

Una serie di provvedimenti  equi e giusti “perché non fatti di sole tasse e soprattutto non rivolti ai soliti noti”.  E così, quello che emerge dalle misure stilate da Monti, è il desiderio di trasparenza, che deve giungere dall’ intera popolazione, politici inclusi: “Tutti i membri del governo dichiareranno per intero i patrimoni e non solo quello che prevede l’attuale modulistica.  Questo per cercare di arginare una crisi ”gravissima, che potrebbe mandare all’aria i sacrifici di quattro generazioni”.

Il premier torna poi a parlare del debito pubblico, definendolo come il “il fardello che impone la manovra”. Un debito di cui i soli italiani sono responsabili in quanto  in passato “non hanno guardato all’interesse delle future generazioni”.

E così, ci da giù con i tagli. In primis, quelli ai costi della politica contenuti nel decreto legge. Cita infatti, l’eliminazione dei consigli provinciali e il ridimensionamento delle Authority, aggiungendo che il governo non si fermerà qui. Ed in questo quadro ritorna ancora una volta sulla sua decisione di rinunciare al suo stipendio da presidente del Consiglio e ministro dell’Economia, eliminando le doppie retribuzioni per tutti i membri dell’Esecutivo. Gli resterà però il compenso di Senatore a vita, ma solo perché  “al momento non sa se sia possibile eliminarlo”.

Per quanto riguarda i partiti, Monti rivela la sua volontà di “scontentare tutti in egual misura”. L’unica grande concessione è  quella di far saltare l’aumento dell’Irpef presente in diverse bozze e fortemente avversato da Pdl, Pd e persino dal Terzo Polo.

E così, se evita  per la gioia del Pdl  l’introduzione di una patrimoniale, e l’aumento dell’Irpef, reintroduce però l’ Ici sulla prima casa, tasse sulla seconda e terza abitazione e delle liberalizzazioni che alla compagine parlamentare di destra, non saranno ben accette. Ma “accontenta e scontenta” in egual misura anche il Pd. Se infatti il partito di Franceschini potrà gioire per la tassazione dei capitali scudati,  sarà molto meno felice della riforma delle pensioni, davvero dura, come dimostra l’ira dei sindacati.

Il Terzo Polo invece, ha ottenuto l’eliminazione dei tagli lineari previsti nella delega fiscale, sostituiti con un eventuale aumento dell’Iva. Ma questo non serve ad alleggerire il peso della manovra, soprattutto sul fronte o  pensioni.  Tasto davvero dolente, soprattutto per il Ministro del Welfare Elsa Fornero, che in conferenza stampa si è commossa alla parola ”sacrifici”. Monti invece non ha lasciato trasparire nessuna emozione,  mostrando il desiderio di ascoltare, di volta in volta i suoi ministri. Ed infine, tenta di rassicurare gli italiani. Se infatti sottolinea la necessità di ”tirare la cinghia”,  dichiara anche che tali misure sono necessarie per rilanciare la crescita. Parla di provvedimenti incisivi sul fisco, di sacrifici distribuiti con equità. Ed evidenzia ancora, quanto tali misure siano importanti per far sì che l’Italia torni ad essere “l’orgoglio” ,  e non “l’oggetto di derisione” dell’ Europa e del Mondo intero. Monti poi fa un accenno al futuro dell’ esecutivo, per il quale si affida al ‘ “senso di responsabilità” dei partiti. “ La vita della politica, non termina con il varo della manovra” afferma il professore, e rispondendo ai giornalisti in merito al suo futuro da politico, dichiara: “Al termine di questa esperienza ne avrò abbastanza”.

 

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