La legge non scritta nella politica italiana

E’ un paradosso tutto italiano, l’esistenza di una legge non scritta, che si applica ogni volta che un leader diventa troppo forte per i suoi avversari e per i suoi stessi alleati. Questa strana legge prevede che si formi una sorta di santa alleanza di tutti i nemici del leader politico, che viaggia forte e da solo in termini di consensi tra gli elettori. Ma i nemici non si accontentano di federarsi tra loro, ma vanno alla ricerca degli alleati del leader. Così è successo a Berlusconi con il suo Vice Premier, Gianfranco Fini, Così a Matteo Renzi. Adesso tocca a Salvini che vede come suo maggior nemico il suo Premier, Giuseppe Conte. E un altro contributo alla santa alleanza lo da il sostegno internazionale di alcuni capi di Stato esteri. Sicuramente la Merkel e Macron non vedono di buon occhio il leader leghista e il suo sponsor, Vladimir Putin. La speranza della santa alleanza è che arrivi prima o poi l’uragano che possa travolgere e trascinare nella sua furia distruttiva, l’uomo più popolare del momento. Non si può nascondere che i nemici di Salvini avevano sperato che l’affaire Russia, fosse il momento giusto, ma si son dovuti ricredere, perché i sondaggi dicono di no. Nè si tralasci la constatazione che l’inchiesta condotta dall’Espresso, al di la dell’eco mediatica che ha prodotto, si basa su un cumulo di chiacchiere e circostanze che non dimostrano affatto la colpevolezza del Ministro degli Interni e leader della Lega. Sicuramente Salvini ha accusato il colpo facendo emergere la circostanza che in un certo qual modo è prigioniero del suo entourage. Quindi la santa alleanza non ha fatto altro che guadagnare tempo. Si vedeva già costretta ad una sfida elettorale impari e perdente, già in autunno, ma invece non sarà così, con l’aiuto dello stesso Salvini, che per ragioni che adesso non si comprendono, non ha ritenuto di aprire la crisi.E se anche decidesse in quel senso non si andrebbe alle urne prima della prossima primavera. Ma la santa alleanza non può vivere di speranze o attendere inerme che accada qualcosa di importante che azzoppi il leader, occorre che abbia una strategia ben precisa. I nemici di Salvini, sono lungi dall’averla. Continuano ad attaccarlo sul suo punto forte: la guerra ai flussi migratori. Ciò che unisce un partito trasversale è la paura che un uomo solo al comando, possa privare gli altri di qualsiasi potere negoziale. Infatti la santa alleanza contro Berlusconi e Renzi fece fronte comune per impedire il passaggio ad un presidenzialismo di fatto, che traspariva anche da tentativi di riforma costituzionale. Anche oggi la circostanza si ripete, infatti è in dirittura di arrivo la riforma costituzionale, che prevede la riduzione del numero dei parlamentari: riduzione dei deputati da 630 a 400 e i senatori da 395 a 200. E’ una norma che incontrerà un grande consenso popolare e sarà difficile che qualche forza politica vi si opponga o addirittura possa chiedere un referendum per abrogarla. Ma tale riforma avrà, dal punto di vista del sistema elettorale vigente, un effetto forte sul maggioritario, perché alza le soglie implicite che si devono superare per la conquista del seggio.Così Salvini con il 35% avrebbe la maggioranza assoluta in Parlamento. Questa situazione che potrebbe crearsi, preoccupa tutte le forze politiche ed in particolare gli stessi alleati, di cui farebbe volentieri a meno. Il tempo potrebbe giocare a suo favore ed evitare anche accordi elettorali inutili e a volte penalizzanti per la formazione più forte.La santa alleanza, si affiderà ancora una volta ad una legge elettorale, per tenere in vita un Parlamento in cui Savini è sicuramente meno forte del prossimo.

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