La Cina non cresce più: Pil ai minimi dal 1990

La Cina si ferma. Non cresce più come prima. E il mondo si preoccupa. Il 2018 ha fatto registrare il tasso di crescita più basso dal 1990 e nell’ultimo trimestre dello scorso anno ha toccato il livello più basso dalla crisi finanziaria globale del 2008. La conferma arriva dall’Ufficio nazionale di statistica: la crescita del Pil per l’intero anno è stata del 6,6 per cento, in calo rispetto al 6,8 per cento del 2017. Nel quarto trimestre il Pil è cresciuto del 6,4 per cento, dato basso anche se in linea con le attese. Questi numeri al ribasso sono sicuramente legati alle tensioni commerciali con gli Stati Uniti hanno minato la fiducia dei consumatori e gli investimenti. Tra Pechino e Washington ora c’è una pace armata che scadrà il prossimo 1° marzo. Entro quella data Cina e USA dovranno trovare un accordo commerciale in grado di far terminare le ostilità. L’andamento futuro delle due economie più quella della Ue dipenderà anche da quello. Le tariffe americane sulle esportazioni cinesi pesano sull’economia cinese. Gli effetti della guerra commerciale scatenata da Trump sull’economia cinese si fanno sentire come ha riconosciuto Ning Jizhe, direttore dell’ufficio statistico cinese, anche se si è consolato con un timido aumento della crescita delle vendite al dettaglio che ha dicembre si è attestato all’8,2%.

Per correre ai ripari la Cina già nel mese di luglio ha adottato una serie di misure di stimolo fiscale e monetario, ma non sembra che siano riuscite a dare lo giusto stimolo alla crescita economica. Ora sono attesi altri tagli fiscali per aiutare una crescita che risulta essere fondamentale per le economie di mezzo mondo.

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