10.000 auto per presidenti, dirigenti e impiegati di Asl e Ospedali

Il colore varia a seconda del ruolo che si riveste: presidente, dirigente o semplice impiegato. I primi due possono utilizzare quelle di colore blu. Gli altri si devono accontentare del più anonimo grigio. In comune hanno una cosa: per spostarsi non pagano un centesimo di euro ed hanno, ma questo solo i presidenti e i dirigenti, anche gli autisti. Le spese, manco a dirlo, sono pagate dai contribuenti italiani. E non poteva essere altrimenti. Il tutto in barba ai tagli e alle strette più volte annunciati e mai realizzati. Per una volta non si tratta della casta dei politici ma della Casta della Sanità che per certi versi è più ‘godereccia’ di deputati, senatori, consiglieri regionali. E in questo caso anche ‘discriminata’ perché si deve accontentare di un solo colore: quello blu. Nei garage delle Asl e degli Ospedali italiani sono parcheggiate ben 9.700 automobili: blu per presidenti e dirigenti, grigie per gli impiegati. Un dato, si badi bene, provvisorio perché si riferisce solo alla metà delle amministrazioni del settore sanità. Numeri pazzeschi, da capogiro che emergono dall’analisi del Formez sui dati relativi al censimento permanente obbligatorio delle auto di servizio della pubblica amministrazione. Ma soprattutto dati sottostimati: fino ad ora sono solo 149 le amministrazioni che si sono registrate all’operazione-censimento e che hanno inviato i primi dati. Enti che hanno fornito, sicuramente, un numero complessivo inferiore al reale parco auto. Numeri reali, dunque, destinati ad aumentare. Il quadro completo si avrà all’inizio di gennaio perché il termine entro il quale le amministrazioni sono tenute a fornire i dati è stato prorogato al 31 dicembre 2011.

Le cifre della Casta: 950  sono le vetture a disposizione delle aziende ospedaliere,8.694 adisposizione delle Asl,58 inuso agli Irccs e8 adisposizione dei Policlinici universitari. In media ogni ente che fa parte del Ssn ha a disposizione 65 auto di servizio. Scorrendo le tabelle del Formez si scopre che delle 950 vetture a disposizione delle aziende ospedaliere 7 sono in comodato;36 inleasing;308 innoleggio; 599 di proprietà. Stessa musica per le Asl: 23 auto sono in comodato;131 inleasing;3.281 innoleggio; 5.259 di proprietà. Ma sono proprio le Aziende sanitarie locali che fanno registrare la media più alta di vetture a disposizione: 94 per ogni azienda. Le spese, a scanso di equivoci, sono tutte a carico dello Stato, ci mancherebbe. Un’auto blu, naturalmente di grossa cilindrata, tra bollo, assicurazione e manutenzioni varie costa circa 10 mila euro l’anno.  Si scende a oltre 4 mila euro, ma solo perché appartenente alla categoria delle utilitarie, per una grigia. A questi vanno aggiunte le spese per gli autisti e il personale dedicato alla gestione del parco auto. Ma un dato consolante c’è: l’85% delle vetture è rappresentato dalle auto grigie. Per fortuna.

Ma nell’Italia della Casta, dove tutti sono bravi a diventare paladini della lotta allo spreco, ma solo se non si tocca la propria categoria di appartenenza, si trova qualche ente che ha veramente tagliato i costi alle auto ‘blu e grigie’. Secondo i dati resi noti a fine luglio dal ministero della Funzione pubblica, tra le amministrazioni che tra il 2009 e il 2010 hanno fatto registrare una riduzione del parco auto, si incontrano anche diverse Asl: l’Azienda ospedaliero-universitaria Careggi di Firenze (-26 di cui 1 blu); l’Asl di Livorno (-25); l’Asl di Olbia (-22); l’Asl di Lodi (-18); l’Asl di Nuoro (-17). I cittadini italiani però devono sapere che i loro soldi sono spesi bene perché presidenti, dirigenti e funzionari vari gestiscono la sanità pubblica nazionale in modo impeccabile senza nessun disservizio.

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