La candidatura di Casini al Quirinale e il ‘patto della cioccolata calda’

Dietro il Mattarella bis ci sarebbe il “patto della cioccolata calda”, siglato dal premier Draghi con i vertici della Lega. Il sapido retroscena, che riporta ai tempi dei vecchi inciuci della vecchia politica, viene raccontato con dovizia di particolari dal Giornale.

Augusto Minzolini svela sul Giornale il ‘patto della cioccolata calda’ retroscena che svela lo stop sui voti mancati a Pierferdinando Casini nell’elezione a Presidente della Repubblica.

«Venerdì 28 gennaio – riporta Il Giornale – in un appartamento di via Veneto, dépendance del ministero per lo Sviluppo Economico, padrone di casa Giancarlo Giorgetti, Mario Draghi ha incontrato Matteo Salvini e – sorseggiando appunto una cioccolata calda – gli ha spiegato perché per lui Casini non poteva andare bene come capo dello Stato. “Un conto è la conferma di Mattarella – gli ha spiegato – un altro è avere un politico sopra di me al Colle”. E il leader della Lega che fino ad allora aveva dato un mezzo assenso su Casini, o, comunque, non aveva detto di «no» a quella candidatura a Silvio Berlusconi, a Matteo Renzi e, addirittura, a qualche esponente del Pd dell’area vicina a Dario Franceschini, ci ha ripensato». Così Casini, con la “colpa” di essere stato eletto in Parlamento e di non essere un tecnico, è stato “silurato”.

Pierferdinando Casini poteva  essere il nome che univa, come affermato da  Andrea Marcucci, amico di Matteo Renzi e senatore del Pd, nel bel mezzo della prima votazione. E questo mentre va avanti la girandola di incontri: Draghi e Salvini, Salvini e Meloni, Tajani e Conte. Del resto non è un caso che sia proprio Marcucci ad avanzare il nome di Casini, ipotesi sulla quale Matteo Renzi sta lavorando. “Casini sicuramente quando ha fatto il presidente della Camera lo ha fatto bene. Viene fuori sui giornali che è una delle personalità a cui si pensa“, afferma Matteo Renzi.

Nel pomeriggio Salvini, che domenica ha detto no alla candidatura di Casini sostenendo che non è un nome di centrodestra, si vedrà con Enrico Letta. Un incontro decisivo per capire se si andrà verso un accordo o se si replicherà il muro contro muro. Dal Pd – ha scritto  La Stampa – “hanno sondato la disponibilità di Pier Ferdinando Casini a vestire i panni del premier, ma da quanto risulta l’ex presidente della Camera ha già rifiutato. Troppo forte la tentazione del Quirinale, ed è una partita che Casini vuole giocarsi fino in fondo, non conscio che era stato già deciso di metterlo fuori della rosa delle candidature.

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