Kim spara nuovo missile Scud

Il regime di Pyongyang ha proceduto al lancio di un nuovo missile balistico a partire dalle coste orientali del paese alle prime ore di oggi. A confermare separatamente la notizia sono state le autorità sudcoreane e quelle americane. Si ritiene che il test sia stato effettuato con un ‘missile della serie Scud’, ha reso noto un portavoce degli stati maggiori riuniti della Corea del sud, con gittata 450 chilometri.

Il test è stato effettuato nei pressi della città di Wonsan, 200 chilometri ad est di Pyongyang intorno alle 5.39 di questa mattina ora locale. Il Comando del Pacifico degli Stati Uniti ha parlato di missile balistico a corto raggio finito nel Mare del Giappone, e ha avvertito: ‘Continuiamo a seguire da vicino le azioni della Corea del nord’.

La condanna per il lancio è arrivata anche dal Giappone che ha denunciato il fatto che il missile sia entrato nella zona economica esclusiva del paese pur senza causare danni ad imbarcazioni o aerei. Non possiamo tollerare continue provocazioni, ha dichiarato il sottosegretario Yoshihide Suga: ‘Protestiamo fortemente contro la Corea del nord e condanniamo il lancio effettuato’.
Se fosse confermato, si tratterebbe del terzo modello di missile diverso lanciato in poche settimane. La mossa di Pyongyang suona come la risposta al G7 di Taormina del fine settimana, in cui i leader dei Sette Grandi hanno concordato che la Corea del Nord ‘pone nuovi livelli di minaccia in crescita di grave natura alla pace e alla stabilità internazionale’, invitandola all’immediato stop dei suoi piani missilistici e nucleari nella piena conformità delle diverse risoluzioni Onu sull’argomento. I missili Scud, di derivazione sovietica, usano carburante liquido e hanno una capacità di 300-500 km, avendo per target la copertura del territorio sudcoreano.
Di recente, Pyongyang avrebbe sviluppato una variante, nota come Scud-ER (extended range), in grado di doppiare la distanza e di mettere nel mirino anche il Giappone, tra speculazioni che vorrebbero il Nord impegnato sul fronte dei missili terra-mare contro le portaerei Usa, sempre più numerose intorno alla penisola. Il lancio di oggi è il nono da inizio anno e il terzo da quando il presidente Moon jae-in si è insediato il 10 maggio alla presidenza della Corea del Sud: il primo test, il 14 maggio, ha interessato un Hwasong-12, vettore a medio-lungo raggio che ha raggiunto l’altitudine di 2.111,5 chilometri e la gittata di 787 chilometri (secondo il Nord); il secondo, il 21 maggio, ha visto il missile terra-aria a medio raggio Pukguksong-2, su cui il leader Kim Jong-un ha disposto la produzione di massa.

Il presidente sudcoreano Moon Jae-in ha convocato una riunione d’urgenza del Consiglio sulla sicurezza nazionale, iniziata alle 7:30 (00:30 in Italia), come risposta immediata al lancio del missile a corto raggio deciso e fatto  da Pyongyang. La nuova intemperanza del Nord giunge nel mezzo degli sforzi di Seul per riaprire un canale almeno sull’assistenza umanitaria. La scorsa settimana, infatti, il ministero dell’Unificazione di Seul ha approvato la richiesta di un gruppo locale per la fornitura e la consegna di reti e sostanze repellenti contro gli insetti.

Seul replicherà con decisione alle provocazioni della Corea del Nord, ma allo stesso tempo, saremo flessibili sulla revisione dei mezzi per consentire aiuti umanitari e scambi tra civili senza compromettere le sanzioni internazionali, ha detto un funzionario ministeriale citato dall’agenzia Yonhap.

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