Juncker chiede ai greci di votare sì al referendum

“Mi sento un po’ tradito”. Sono le prime parole del presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, dopo la decisione di Atene di convocare un referendum per sottoporre ai greci l’ultimo piano di salvataggio proposto dai creditori. Una scelta che secondo la Commissione è stata “unilaterale” e ha troncato il negoziato, dopo cinque mesi, proprio quando l’accordo sembrava vicino e le scadenze incalzano. “Ho fatto tutto quello che potevo e non mi merito le critiche che mi stanno rivolgendo”. Juncker ha chiesto ai greci di votare sì, domenica prossima. “In qualsiasi modo sia formulata la domanda, accettate il nostro piano. Se vinceranno i sì, il messaggio per l’Europa e per il resto del mondo sarà che la Grecia vuole restare nell’euro e nell’Unione. Al contrario, un no al referendum, sarebbe un no detto all’Europa”. Lo stesso vale per il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem”, ha continuato Juncker, nell’attesa conferenza stampa di oggi a Bruxelles. Noi abbiamo davvero spostato le montagne per arrivare ad un’intesa, ma le autorità greche hanno chiuso la porta. Sull’uscita della Grecia dalla moneta unica, Juncker ha commentato: “Per me non è mai stata e non sarà mai un’opzione, ma negli ultimi giorni la drammatizzazione delle trattative ha preso il sopravvento sugli interesse di tutti”. Anche Matteo Renzi sposta lo sguardo alla data del 5 luglio, quando i greci saranno chiamati ad approvare, o bocciare, l’intesa con Bruxelles respinta da Tsipras: “Speriamo che il popolo greco sia più saggio del suo governo e che accetti l’accordo che Tsipras ha rifiutato. La porta del negoziato è sempre aperta, ma spetta ai greci rispettare gli impegni”. Renzi non scende in campo a favore di Tsipras e mercoledì sarà a Berlino per un incontro con Angela Merkel. L’incontro con la cancelliera avrà al centro la questione della Grecia. Entrambi sono su una posizione comune, ben convinti che la grave impasse sia interamente sulle spalle del premier greco. “Che cosa sanno davvero i greci della nostra flessibilità e dei dettagli della nostra proposta?”, si è chiesto Junker. Non abbiamo mai chiesto tagli agli stipendi e agli assegni pensionistici. Nessuno è autorizzato a dare l’impressione del contrario. I greci hanno diritto a sapere la verità e devono sapere cosa c’è sul tavolo. Non era un pacchetto stupido quello proposto. Alcune delle misure erano dolorose solo sul breve periodo, ma il pacchetto conteneva molte cose oltre alle misure fiscali.

Roberto Cristiano

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