Jole Santelli, tra migranti contagiosi e l’accusa dem di ‘essere razzista’

Coronavirus: è di nuovo allarme. In Calabria la governatrice Jole Santelli conduce la sua lotta contro l’epidemia, a partire dai migranti contagiosi. Per questo motivo il  Pd la accusa di razzismo. Per quale motivo? Perchè la Santelli   rivela i dati in un apposito  bollettino che si esprime attraverso dato numerici. Si parla del contagio dovuto ai migranti accolti, nel  rispetto della verità dei fatti e dei dati numerici. Parliamo di diritto all’informazione in  difesa della tutela della salute pubblica.  La Regione Calabria a guida Santelli,  affermano i  dem,  decide di emanare un bollettino sull’andamento del Covid evidenziando il contagio dei migranti.

Così, sulla decisione della Santelli di emanare un bollettino in merito all’andamento del Covid, evidenziando il dato insopprimibile del contagio alimentato dall’arrivo di migranti positivi al virus, i dem contestano: ‘La situazione imporrebbe alle istituzioni di non alimentare razzismo’. Così il dovere di tutelare la salute pubblica, passano in secondo piano rispetto all’esigenza di accogliere chiunque arrivi sulle nostre coste. Contagiato, asintomatico o in salute fisica che sia.

 A lanciare l’allarme sulla sottovalutazione della circolazione del virus tra gli stranieri è il virologo Andrea Crisanti, direttore della Microbiologia e Virologia dell’università di Padova, svelando che già in pieno lockdown il governo si è comportato come uno struzzo, seppellendo la testa sotto la sabbia rispetto alle richieste di intervento di chi era sul campo.

I migranti “tutti, indistintamente, vanno testati subito con il tampone appena sbarcano o arrivano in Italia. Bisogna bloccare sul nascere le situazioni a rischio, ha spiegato Crisanti in una intervista al Giornale. Il pericolo, ha quindi avvertito, è ‘la diffusione a macchia d’olio del virus, che non se n’è mai andato, non ce lo dimentichiamo’. Crisanti ha messo in guardia dagli asintomatici, che sono ‘i più infettivi’.

Chiariamo che nei centri di accoglienza non si può accedere facilmente. Servono autorizzazioni dal ministero dell’Interno. ‘Noi in passato avevamo fatto domanda di testare queste realtà, ma da Roma non ci hanno mai autorizzato, o forse non ci hanno neppure risposto. E la cosa non ha avuto seguito. E quindi – ha sottolineato – non siamo intervenuti. Era fine marzo’, avverte Cisanti.

Il virus, ha poi avvertito Crisanti, ‘non guarda in faccia nessuno e circola ovunque. Quindi dovevano essere testati pure i migranti. Non avevamo sospetti precisi, ma volevo monitorarli perché erano stati lasciati fuori dai controlli epidemiologici’. Ma anche adesso per l’esperto le autorità sanitarie centrali continuano a commettere lo stesso errore, somministrando i test in un modo che non sembra avere molto senso. Per questo il virologo non è convinto che davvero ci siano meno contagi: ‘Non lo sa nessuno. Di certo il virus non è morto. Continua a circolare. E non si sa quanto sotto traccia’.

‘Non ci rendiamo conto che possono esserci tanti casi positivi asintomatici in circolazione, che si accumulano e che poi possono creare grossi problemi di diffusione del virus’.

Altro allarme proviene da Messina attraverso l’onorevole Elvira Amata, capogruppo di Fratelli d’Italia all’Ars: ‘In questo periodo più che mai la situazione è delicata: il Covid non rappresenta un ricordo del passato, e aggiungere emergenza ad emergenza è una scelta scriteriata e irresponsabile. I messinesi non possono essere trattati così: ospiti senza strumenti, scomode pedine silenti e servi di un Paese che non li tutela. Riteniamo si debba dare ai siciliani tutti, che da anni ormai vedono i propri territori come giganteschi centri d’accoglienza indiscriminata, non solo più rispetto ma anche un maggiore riguardo e l’adozione di misure economiche che consentano di compensare le perdite di territori la cui principale vocazione è turistica ma che vedono svilire la propria offerta sotto il peso dell’essere centri di concentrazione pressoché unici di un problema che è europeo. Per questo Fratelli d’Italia proporrà un ordine del giorno a Sala d’Ercole per chiedere l’istituzione di un fondo che funga da garanzia per opere compensative in quelle aree della Sicilia particolarmente, e violentemente, colpite in modo indiretto dal fenomeno della migrazione, da Lampedusa a Messina’. 

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