Jobs Act: il Cdm approva i decreti; restano i licenziamenti collettivi

Il Premier” Rottamiamo i cococo”. Circa 200000 persone passeranno da  contratti di collaborazione ad un lavoro stabile.

Licenziati i primi decreti del Jobs Act; quelli sul nuovo contratto a tutele crescenti e sugli ammortizzatori sociali. Spicca il DDL sulla concorrenza con nuove liberalizzazioni che interessano librai e notai. Ancora un rinvio ,invece, per il cosiddetto pacchetto di misure fiscali, che il Ministero dell’Economia aveva già pronto; tra esse saltano,almeno per il momento, le norme sul nuovo catasto, ma anche quelle che fissavano i tempi per arrivare  alle fatture elettroniche che dovrebbero gradualmente sostituire il vecchio scontrino fiscale. A proposito del Jobs Act , il Premer ha dichiarato” Oggi è un giorno atteso da tanti anni per una parte degli italiani, ma soprattutto da un’intera generazione che ha visto la politica fare la guerra ai precari e non al precariato. Noi rottamiamo un certo modello di di diritto del lavoro  e l’art. 18, i cococo e i cocopro”.L’abolizione dei contratti a progetto sarà possibile solo a partire dal 2016. Per quest’anno sarà ancora possibile stipulare questo tipo di contratti, mentre dopo il 2016, sarà possibile in alcuni casi e per accordo sindacale. Il ministro del lavoro,Giuliano Poletti, ha motivato il mantenimento nel provvedimento delle norme sui licenziamenti collettivi, con il fatto che l’Esecutivo ha ritenuto esserci un sostanziale equilibrio nelle norme del decreto attuativo del Jobs Act sul contratto a tutele crescenti e su quello che riguarda la Naspi e quindi sarebbe stato superfluo cambiarle. Di rilievo appare la norma che in caso di gravi patologie, in aggiunta a quelle oncologiche già previste, si potrà trasformare il lavoro a tempo pieno in lavoro a tempo parziale.  Finalmente,così, si pone termine a quella che era diventata un’odiosa prassi adottata da imprenditori senza scrupoli del” O stai a lavorare o vai a casa”.A proposito del DDl sulla concorrenza, non può non citarsi un’altra esternazione del premier” Più che di liberalizzazioni si deve parlare di’ Italia Semplice’ “. E’ indubbio che questo decreto punta a far calare le tariffe sia nel campo energetico, creando un vero mercato libero la cui attuazione vedrà la luce a partire dal 2018, sia nel campo de RcA , con l’obbligo per le società di assicurazioni di praticare forti sconti a tutti coloro che accetteranno alcune misure, quali ad esempio l’installazione della scatola nera, o quella dei controlli preventivi dei veicoli. Non meno rilevante appare l’abolizione di redigere per atto notarile i contratti di compravendita fino ad un valore di 100000 euro che si potranno fare dall’avvocato e si potrà fare a meno del notaio anche per la costituzione delle srl semplificate. Di fronte a questa serie di provvedimenti resta fortemente critica la Cgil che con la sua segretaria generale,Susanna Camusso ha dichiarato”Il Governo va nella direzione sbagliata”. Contrariamente a quanto sostiene la Camusso, penso che il Governo Renzi vada nella direzione giusta, anche se ha ancora tanto da lavorare e soprattutto nei prossimi giorni dovrà affrontare l’ostruzionismo delle lobby di potere, ben rappresentate in Parlamento, che con questi provvedimenti si vedono diminuire i loro ormai arcaici ed obsoleti privilegi. Ma anche a loro Renzi ha lanciato la sfida.

Andrea Viscardi

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