Jobs act: Camusso e Landini bocciano la mediazione Pd

La leader della Cgil Susanna Camusso e il segretario della Fiom Maurizio Landini bocciano la mediazione raggiunta all’interno del Pdsul Jobs Act. Ma a stretto giro arriva la replica della sinistra Dem che spiega che con quell’intesa si estendono i diritti.   Dalla testa del corteo in corso Venezia a Milano, in occasione dello sciopero Fiom Cgil, la segretaria del sindacato afferma che ”non ci pare che quella mediazione sia una risposta per mantenere la difesa dei diritti che noi facciamo”. Poco dopo arriva Maurizio Landini e dopo un abbraccio con la Camusso anche lui tuona: l’intesa raggiunta è “una presa in giro che serve solo ai parlamentari a mantenere il loro posto”.  Sul provvedimento,  avverte la Camusso, che la partita non è assolutamente chiusa” sul Jobs Act. L’abbiamo già detto e lo ripetiamo,  non è un voto di fiducia che cambierà il nostro orientamento e le nostre iniziative.  Camusso, all’avvio del corteo, commenta la forte partecipazione e la definisce ”la conferma di quello che diciamo da sempre. C’è bisogno  di un grande investimento pubblico che crei lavoro e rimetta in sicurezza il Paese, il governo Renzi si dovrebbe decidere a fare qualcosa anziché ridurre i diritti. “Questa volta”,  replica con un tweet il presidente Pd Matteo Orfini,  “ha ragione SusannaCamusso: la mediazione del Pd sul jobs act non difende i diritti. Li estende”.

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