Ius soli e cittadinanza italiana…

Il flop dello ius soli è l’ultima tegola per un Pd sempre più in crisi. È una sconfitta che brucia e che rilancia, sul fronte opposto, l’iniziativa politica di un centrodestra che si è sempre opposto, con tutte le sue forze, contro una simile aberrazione giudica e politica. E proprio dal fallimento dello ius soli parte l’attacco che Giorgi Meloni ha sferrato contro il Pd in vista delle prossime elezioni:  ‘Non bastavano i soldi delle tasse degli italiani dispensati alle cooperative: per Natale il Pd e la sinistra volevano regalare agli immigrati anche la cittadinanza automatica. Caro Renzi stai sereno: ora potrai mettere lo ius soli come primo punto del tuo programma. In questo modo  i cittadini sapranno che se vogliono lo ius soli dovranno votare Pd mentre se non lo vogliono possono votare per FdI’.

Ricordiamo che il binomio Immigrazione & Cooperative rosse, realtà vasta e variegata, è finita nell’occhio del ciclone dopo inchieste, come Mafia Capitale, che ha scoperchiato   gravissime irregolarità e reati.

Da anni e anni sedicenti volontari, onlus, associazioni sociali e coop tutte legate a doppio filo al Centrosinistra e tutte impegnate ad essere finanziate  in nome dell’assistenzialismo sociale.

Chiariamo che la cittadinanza non va regalata, e poi  non averla non è una limitazione, visto che sei equiparato agli italiani in tutto: la tessera sanitaria ce l’hai, il conto corrente puoi aprirlo, a scuola puoi andare. È un non problema. Lo ius soli in realtà è un bluff.

Con la legge attuale non è così complicato diventare italiani. Per chi è nato qui da una famiglia straniera, a 18 anni basta presentarsi dall’ufficiale di Stato civile e in poco tempo sei italiano. Anche per lavorare bisogna fare la domanda autonoma, preparare  i documenti necessari, firmare l’istanza e attendere che passino i  730 giorni canonici e si diventa italiani. La legge attuale tiene conto che l’Italia è in una posizione geografica delicata e con lo ius soli regaleremo il passaporto a tutti quanti, senza alcuna selezione.

Anche  lo ‘ius culturae’, ovvero la cittadinanza agli under 12 che hanno frequentato almeno 5 anni di scuola. Non ha senso perché  la scuola è un dovere e un bambino deve andarci perché fa un favore a se stesso, non allo Stato. E poi qualche anno dietro un banco non può bastare: se uno studia non è detto che abbracci i valori fondanti della Repubblica e i principi costituzionali. Non è automatico. Sono invece necessari altri requisiti: ‘Non avere precedenti penali. La continuità abitativa, ovvero,  vivere in Italia per un tempo prolungato. E i requisiti economici, visto che lo Stato deve basarsi sulla capacità contributiva.

Gli attivisti pro-ius soli non riescono proprio a digerire la mancata approvazione della legge al punto da arrivare a chiedere al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il rinvio dello scioglimento delle Camere in modo da poterla approvare.

 La conclusione della lettera inviata dal movimento ‘Ragazzi senza Cittadinanza’ è più che eloquente: ‘Talvolta le autorità di un Paese democratico sono chiamate dalla Storia a promuovere leggi che possono apparire divisive ma che in realtà sono necessarie a potenziare gli anticorpi e a creare argini contro la deriva di forze antidemocratiche e destabilizzanti. Non lasciateci soli ancora una volta’. Una possibile interpretazione? Anche se moltissimi italiani sono contrari allo ius soli, la legge va approvata perché chi è contro è un anti-democratico e un destabilizzatore.

Così, in un momento estremamente delicato, con l’emergenza immigrati, il rischio terrorismo e un’instabilità politica che necessita elezioni al più presto c’è chi non soltanto chiede di posticipare lo scioglimento delle Camere ma punta il dito contro chi la pensa diversamente sull’approvazione dello ius soli.

Intanto però sulla pagina Facebook ‘La Rete G2-Seconde Generazioni’ tale Mohamed Abdallah Tailmoun pubblica un post con scritto: ‘Ma si sanno i nomi dei senatori Pd e Mdp assenti in aula al Senato il 22 dicembre’? Poco dopo al post risponde tale Said Lahaine che pubblica una lista di una trentina di nominativi di senatori non presenti in aula durante il tentativo per far passare lo ius soli, tra cui il Ministro degli Interni, Marco Minniti. Tra i commenti degli utenti si legge: ‘Che schifo’, ‘tutti a casa’ e ‘i nomi sono pubblicabili? Ce ne sono altri?’.

Un episodio allarmante sul quale bisogna riflettere.

Cocis

 

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