Italia Paese incivile e ineducato ignorato da tutti

Interi quartieri di città sequestrati dagli spacciatori a causa dell’uso ormai diffuso di sostanze stupefacenti, per non parlare di atti gravi e innumerevoli di bullismo spicciolo, il tutto frutto di una micro violenza diffusa ovunque. In Italia la vita sociale moderna rende sempre più evidente un dato: la maleducazione diffusa, il disprezzo per le regole, l’istinto di sopraffazione, che messe insieme sembrano radicati da sempre. Molti sociologi parlano di un deficit storico nella Penisola di ‘disciplinamento sociale’, cioè di quel processo storico che ha fatto sì che tra la fine del 500 e l’inizio del 600, cosiddetta età moderna, cominciasse a svilupparsi nelle masse quella capacità di darsi regole non scritte di pacifica e civile convivenza, in ossequio a regole imposte dall’alto. Nel nostro Paese, però, tali regole sembrano aver avuto una portata debole o quantomeno inconsistente.Si stima che siamo una delle popolazioni tra le più ineducate del continente, con una scarsa capacità al rispetto civile verso gli altri. Più in generale con una scarsa attitudine a rispettare le regole imposte dalle autorità. E’ quell’attitudine a non saper rinunciare alla violenza quando capiamo che ce lo possiamo permettere. Certamente anche oggi esiste un sistema di sanzioni, ma scatta solo quando si arriva a fatti di estrema gravità. Di fatto, chi osa fare i suoi bisogni in pubblico, o insozza i muri, chi danneggia una statua o una pubblica fontana, chi si dedica a schiamazzi notturni, chi aggredisce il mal capitato di turno che osa protestare, sa di poterlo fare e godere di sicura impunità. Ma qualora si arrivasse ad una sanzione, questa si quantificherebbe o nel pagamento di una multa, o nei casi più estremi in una sanzione penale che attraverso tre gradi di giudizio, verrebbe vanificata dalla prescrizione. A pagarne le conseguenze, inevitabilmente sono le fasce più deboli, donne, bambini e anziani che vivono in periferie a contatto con situazioni di degrado costante. Per tutta questa violenza, definiamola spicciola, un legislatore attento e avveduto avrebbe, da tempo, dovuto pensare ad un sistema di sanzioni specifico, diverso e più efficace rispetto a quello generale vigente per le violazioni della legge più gravi. Al contrario l’inerzia e l’indifferenza domina sovrana. Inerzie e indifferenza che non riguarda solo il legislatore, strictu sensu, vale a dire i politici. Sollevare queste problematiche, che milioni di italiani avvertono sempre con maggiore ansia, fino ad oggi ha avuto solo l’effetto di un’alzata di spalle o di voltare la faccia dall’altra parte, da parte di chi avrebbe il dovere/potere di farne pubblica denuncia, come i giornali o le televisioni attraverso i loro pseudo soloni della notizia,che non si è ancora capito bene se ignoranti o in mala fede.Non ci si rende conto che ccosì facendo si lascia alimentare sempre di più il desiderio di sicurezza da parte dei cittadini, che se si continua a lasciarli al proprio destino , prima poi finiranno preda di qualche demagogo dell’ultim’ora, con tutte le conseguenze negative che ne potrebbero derivare. I media farebbero bene ad occuparsi più del popolo che delle estati di Salvini a Milano Marittima o di Renzi alla Leopolda. Non vi pare?

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