Israele: la battaglia all’Onu per l’inchiesta su Gaza

La risoluzione del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite sulle violazioni nei Territori palestinesi occupati, compresa Gerusalemme Est, e in Israele e’ stata adottata con 24 voti favorevoli, 9 contrari e 14 astensioni. Stabilisce l’istituzione con urgenza di una commissione d’inchiesta internazionale permanente per indagare sulle violazioni delle norme del diritto internazionale precedenti e successive al 13 aprile 2021 e su tutte le cause profonde alla base delle tensioni, inclusa la discriminazione e la repressione sistematiche basate sull’identita’ nazionale, etnica, razziale o religiosa. Nel corso degli interventi e’ stata espressa “profonda preoccupazione per le nuove violenze tra Israele, Hamas e altre organizzazioni palestinesi, che rischiavano di andare fuori controllo. Se l’escalation continuasse, ci sarebbero conseguenze devastanti che aggraverebbero la situazione umanitaria nata da anni di blocchi, ostilita’ ricorrenti e, piu’ recentemente, dalla pandemia. “Occorre evitare ulteriori spargimenti di sangue” e’ stato l’appello generalizzato.

Alcuni interventi hanno sottolineato che “l’obiettivo dei leader militari e civili di Israele era uccidere bambini e distruggere moschee, scuole e infrastrutture civili con la falsa e immorale pretesa di autodifesa”. Altri hanno avvertito che “l’espansione degli insediamenti illegali; gli sgomberi forzati di palestinesi dalle loro case a Gerusalemme Est, inclusa Sheikh Jarrah, cosi’ come da altre parti del territorio palestinese occupato; e la demolizione delle proprieta’ palestinesi sono state gravi violazioni dei diritti umani che hanno minato le prospettive di pace e riconciliazione”. Altri rappresentanti hanno espresso “condanna” per l'”inaccettabile lancio indiscriminato di razzi da Hamas e dalla Jihad islamica palestinese contro Israele”. Il “silenzio di fronte ad atti perpetrati da gruppi terroristici equivale a concedere loro una licenza di impunita’; un comportamento inammissibile che rappresenta una minaccia per i diritti umani”. Esprimendo la loro piena solidarieta’ a Israele, diversi rappresentanti hanno affermato di rifiutarsi di sostenere qualsiasi indagine o meccanismo che abbia vittimizzato e scagionato Hamas e altre organizzazioni violente. Nelle scorse settimane c’era stata un’esplosione di antisemitismo, risultato della denigrazione antisemita di Israele, a cui il Consiglio ha fornito copertura. E’ stata inoltre espressa la preoccupazione che l’indagine “incoraggi la guerra e favorisca i propositi di Hamas e dell’Iran”. Sono intervenuti il ministro degli Esteri siriano, Faysal Mekadad; il ministro degli Esteri del Qatar, bin Saad Al-muraikhi; il capo della diplomazia egiziana, Sameh Shoukry e il vice ministro degli Esteri della Malaisya Dato’ Kamarudin Jaffar, e rappresentanti Argentina, Francia, Senegal, Nepal, Bulgaria, Argentina, Paesi Bassi, Filippine, Ucraina, Uzbekistan, Giordania, Costa Rica, Gibuti, Mali, Brunei Darussalam, Irlanda, Libano, Arabia Saudita, Ecuador Iraq, Cile, Repubblica Democratica Popolare di Corea, Malta, Vietnam, Marocco, Australia, Nigeria, Niger, Algeria, Maldive, Albania, Malta, Sudafrica, Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione, Peru’, Timor Est, Oman, Liechtenstein, Yemen, Canada, Santa Sede, Iran, Colombia, Botswana, Nuova Zelanda, Lussemburgo, Guyana, Emirati Arabi Uniti, Ungheria, Sri Lanka, Paraguay, Svizzera e Angola. Sono intervenuti anche rappresentanti di organizzazioni non governative.

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