Isolamento Covid, dopo 48 ore liberi tutti? Cosa cambia

Le Regioni chiedono al Governo di interrompere il periodo di isolamento per i positivi asintomatici prima dei 7 giorni previsti attualmente

Non ci sono cambi di rotta, ufficialmente, sull’isolamento delle persone positive al Covid. Lo comunica il Ministero della Salute, che sottolinea che “restano le regole vigenti” e non c’è “nessun cambiamento in vista in merito”. Nella stessa nota, però, viene precisato che prima di prendere posizione in materia sarà necessario fare le opportune verifiche dell’andamento epidemiologico e “ci sarà un confronto con le Regioni”.

Dai territori però arrivano molte richieste al Governo per evitare quello che Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, ha definito come “lockdown di fatto“. Con l’attuale aumento esponenziale dei positivi, costretti a isolarsi in casa, il rischio è quello di uno stop alle attività produttive e commerciali e dei servizi, compresi quelli sanitari. Un pericolo da scongiurare anche cambiando le regole anti contagio.

La richiesta delle Regioni al Governo per ridurre l’isolamento dei positivi

Le Regioni sembrerebbero propense ad accorciare i tempi e cambiare le modalità dell’isolamento e della quarantena, considerando che l’infezione da Omicron 5 durerebbe di meno rispetto alle precedenti varianti. Roberto Speranza, ministro della Salute, ha sottolineato in questi giorni che anche gli asintomatici “se sono positivi, devono rimanere a casa”. Frase che lascia pensare che per chi si negativizzerà prima potrebbe effettivamente variare qualcosa.

Oggi sono oltre 1,4 milioni gli attualmente positivi rilevati dal Ministero della Salute e dalla Protezione Civile. E il tasso di incidenza di casi di Covid continua a salire, anche se a un ritmo leggermente più lento della settimana passata. L’indice di contagio Rt è in lieve flessione, pur rimanendo sopra la soglia epidemica. Con questi numeri è facile immaginare le difficoltà per le aziende e le attività commerciali.

Per questo le Regioni, senza chiedere un “liberi tutti“, stanno lavorando per convincere il Ministero della Salute ad accorciare i tempi dell’isolamento per chi non ha più sintomi e risulta negativo al tampone prima degli attuali 7 giorni. Oggi le regole prevedono infatti che solo dopo il settimo giorno, e solo con un tampone negativo, una persona che ha contratto il Covid possa uscire nuovamente di casa. Oppure dopo il 21esimo, anche senza tampone negativo.

Dai territori, e in particolari dalle zone turistiche, arriva la richiesta di accorciare il periodo di isolamento a sole 48 ore, liberando dopo due giorni chi non ha più sintomi e si sottopone a un tampone con esito negativo. In questo modo chi contrae la malattia in forma lieve non sarà più costretto ad assentarsi dal lavoro per un’intera settimana, soprattutto nel periodo estivo, che è già difficile a livello organizzativo per via delle ferie.

Addirittura le Regioni starebbero prendendo in considerazione di chiedere al dicastero di Lungotevere Ripa di accorciare anche il periodo finestra di 21 giorni obbligatorio per chi non si sottopone al test. E di fatto dando il via libera solo dopo 10 giorni, a prescindere dall’effettivo stato di positività della persona asintomatica.

Cambiano le regole per isolamento e quarantena? Forse dopo l’estate

Difficile che il Ministero della Salute possa accettare quest’ultima proposta, considerando anche i tanti casi di infezioni che durano ben oltre i 10 giorni. Tuttavia è possibile ipotizzare che arrivi una decisione in favore dell’accorciamento dei 7 giorni di isolamento obbligatori, introducendo la possibilità di sottoporsi al tampone prima del previsto. E in caso di esito negativo terminare il periodo di reclusione.

Ma i tempi non sembrano maturi. Proprio durante il picco dell’ondata estiva, la posizione di Roberto Speranza e degli esperti è quella della massima cautela. Stiamo già assistendo alla crescita dei ricoveri, anche in terapia intensiva, e allentare le poche misure rimaste potrebbe essere controproducente. Più probabile che se ne parli in autunno, magari quando la copertura della quarta dose aumenterà o quando arriveranno i vaccini anti Covid di nuova generazione.

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