Isis: 3.400 foreign fighters in Occidente

Tra i circa 20mila foreign fighters, i combattenti stranieri che in Iraq e in Siria hanno raggiunto le fila dell’Isis o di altri gruppi estremisti islamici, circa 3.400 provengono da paesi occidentali. Lo sostengono fonti dell’intelligence Usa. Tra questi almeno 150 americani hanno tentato di raggiungere l’Isis ed alcuni di loro si troverebbero in Siria. Questo è quanto hanno detto fonti ufficiali alla commissione sicurezza interna della Camera dei Rappresentanti Usa. La nuova strategia del Califfato, infatti, dopo una fase iniziale in cui ha dirottato centinaia di terroristi in tutta Europa attraverso gli sbarchi di profughi sulle nostre coste, ora è passata alla fase operativa. Gli attentati di Parigi sarebbero la prova dell’inizio di questa nuova fase. Oltre che in Italia gli infiltrati sarebbero presenti anche in Francia, Gran Bretagna, Belgio, Olanda, Svezia,  Danimarca e Germania.  Non si tratta però di «lupi solitari», ma di ben altre presenze oscure, in maggior parte seconde e terze generazioni di immigrati, dotati di regolari passaporti rilasciati dai Paesi europei e che hanno il compito di monitorare l’ambiente e organizzare eventuali attacchi. In altri casi gli jihadisti sono arrivati in Europa con documenti falsi e profili professionali da esibire per mischiarsi al tessuto sociale, come operatori dei media, informatici, ingegneri e traduttori. La mappa degli obiettivi da colpire in Europa, poi, sarebbe già pronta. La strategia dell’Isis,dunque, prevede l’attacco in simultanea in dieci Paesi europei sullo stile di quanto accaduto in Francia e in Belgio.

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