Irpef: gli scaglioni e le aliquote 2018

Le varie ipotesi di riforma dell’Irpef e dei relativi scaglioni sono sostanzialmente in stand-by causa elezioni politiche del 4 marzo. Restano infatti invariate le fasce percentuali così come gli scaglioni di reddito. L’imposizione fiscale sul reddito delle persone fisiche rimane dunque imposta diretta e progressiva, proporzionale all’effettiva entità di tutti i redditi percepiti dal contribuente, che anche quest’anno la verserà per il periodo d’imposta di riferimento in funzione dei consueti 5 scaglioni di reddito nel quale rientra.

Alle aliquote e agli scaglioni Irpef, vanno sommate come di consueto le addizionali comunali e regionali da versare agli enti locali, in base alla residenza. Ogni Regione delibera l’imposta entro il tetto massimo di 3,3% mentre il Comune entro lo 0,8%, tranne casi particolari.

  Nella dichiarazione dei redditi il Governo ha mantenuto le detrazioni fiscali al 19% (dal 2018 il quadro si arricchisce di nuove voci di spesa detraibili), proporzionali ai consueti scaglioni di reddito.

 Vediamo dunque aliquote e scaglioni per il 2019:

  • 1° scaglione – Reddito tra 0 e 15.000 euro: il primo degli scaglioni Irpef coinvolge i contribuenti con un reddito compreso tra 0 euro e 15.000 euro. In questo caso l’aliquota Irpef è del 23%, che corrisponde – nel caso di massimo reddito per questa fascia – ad una tassazione di 3.450 euro. Facendo un rapido calcolo, nella prima fascia sono ricompresi tutti i lavoratori che percepiscono un reddito non superiore a 1.250 euro.
  • 2° scaglione – Reddito tra 15.001 e 28.000 euro: il secondo scaglione Irpef è quello che comprende i redditi tra da 15.001 euro a 28.000 euro. L’aliquota riservata a questa fascia è del 27%, con una tassazione – nel caso di reddito più alto – di 6.960 euro. Sono rappresentati da tale categoria le persone con reddito mensile non superiore a 2.335 euro. A partire dal secondo scaglione in poi (quindi in caso di reddito maggiore rispetto a quello con aliquota base), si applica l’aliquota successiva solo per la parte eccedente di reddito.
  • 3° scaglione – Reddito tra 28.001 e 55.000 euro: il terzo scaglione di reddito è quello compreso tra 28.001 euro e 55.000 euro, per contribuenti con un reddito massimo di 4.583 euro. L’aliquota Irpef è fissata al 38% sulla soglia eccedente la seconda (ossia si applica il 38% solo per la quota di reddito che supera i 28mila euro, ai quali si applica l’aliquota precedente del 27%). In questo caso, la quota Irpef sarà pari a 17.220 euro in caso di reddito più alto.
  • 4° scaglione – Reddito tra 55.001 e 75.000 euro: il quarto scaglione Irpef coinvolge tutti i contribuenti da 55.001 euro a 75.000 euro, che presentano un reddito mensile non superiore a 6.250 euro. Per questi contribuenti, l’aliquota Irpef sulla quota eccedente il precedente scaglione è del 41% e di conseguenza l’onere fiscale più alto sarà pari a 25.420 euro.
  • 5° scaglione – Reddito sopra i 75.000 euro: Oltre i 75.000 euro di reddito, ovvero per il quinto ed ultimo scaglione di reddito, l’aliquota Irpef è pari al 43%. I contribuenti facoltosi, che percepiscono un reddito annuo eccedente i 75 mila euro, ovvero oltre 6.250 euro mensili dovranno corrispondere 25.420 euro più il 43% sul reddito eccedente.

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