Iran, la solidarietà degli Architetti etnei

Le vicende di Teheran e le proteste delle donne iraniane contro il regime, a tutela della propria libertà, non passano inosservata sul territorio catanese, dove anche Ordine e Fondazione degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori hanno espresso la loro solidarietà. «Le discriminazioni soffocano le opportunità – commentano i presidenti di Ordine e Fondazione Sebastian Carlo Greco ed Eleonora Bonanno – sprecando il talento umano necessario per il progresso economico e accentuando le tensioni sociali e le disuguaglianze. Soprattutto, però, violano la condizione di libertà». Un problema essenzialmente di natura sociale e culturale, secondo i presidenti. «Come Architetti ci sentiamo partecipi dei processi educativi volti alla comprensione di quanto la diversità di chi ci sta accanto possa essere per noi un’opportunità di crescita», aggiungono.

Le pari opportunità sono un valore imprescindibile secondo la categoria etnea, tanto da costituire un Osservatorio e un gruppo di lavoro (presieduti da Melania Guarrera e Desirèe Russo) che da mesi lavorano in questa direzione: «La parità è garanzia per ogni individuo di ricevere lo stesso trattamento – spiegano Greco e Bonanno – prevenendo forme di discriminazione relativa a specifici aspetti: genere, età, etnia, sessuali, orientamento politico e religioso».

Sono queste riflessioni ad aver dato vita a un contest in cui uomini e donne, uniti per le libertà, posano simbolicamente di spalle in ricordo di Hadis Najafi e Mahsa Amini. A questa iniziativa si lega anche quella dei foulard neri in segno di lutto davanti la sede dell’Ordine e della Fondazione (Largo Paisiello, Catania).

«Chiediamo a gran voce l’intervento delle Organizzazioni Nazionali contro le violenze e la massima attenzione di tutti i diritti umani. Come scriveva Goethe – concludono – “chi è in errore compensa con la violenza ciò che gli manca in verità e forza”».

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