Iran, la polizia nega di aver sparato sulla folla

All’indomani di una giornata di scontri di piazza a Teheran e in altre città iraniane, la polizia nega di aver sparato contro i manifestanti durante le proteste per l’abbattimento del Boeing ucraino. Lo ha detto il suo responsabile nella capitale Teheran, Hossein Rahimi, sostenendo che agli agenti “è stato al contrario ordinato di moderarsi”. Lo riporta la Fars.

Diversi video circolati nelle scorse ore sui social media avevano mostrato la repressione delle forze di sicurezza e almeno una donna colpita alla gamba da un proiettile e soccorsa da altri manifestanti. Alcuni agenti avrebbero inseguito armati gruppi di dimostranti, mentre testimoni dei cortei hanno denunciato la presenza di sangue sull’asfalto.

Il malcontento degli iraniani contro il regime di Khamenei è dovuto alle bugie che sarebbero state raccontate dal governo per tre giorni sull’abbattimento del Boeing ucraino da parte di un missile iraniano che avrebbe scambiato l’aereo per un patriot americano. Questa mattina il governo, attraverso il suo portavoce Ali Rabiei in un messaggio alla tv di stato ha negato di aver voluto insabbiare la questione.

“In questi giorni penosi, molte critiche sono state rivolte alle autorità. Alcuni responsabili sono anche stati accusati di menzogne e tentativi di insabbiamento della vicenda” dell’abbattimento dell’aereo ucraino, “ma in tutta onestà non è stato così”. Ali Rabiei ha promesso che il caso verrà affrontato con “trasparenza fino in fondo”.

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