Intercettazioni: è Napoli la città più spiata d’Italia

Il ”caso Panorama” riaccende la polemica politica sul ddl intercettazioni. L’articolo del settimanale della Mondadori sui presunti contenuti dei colloqui telefonici, nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Palermo sulla presunta trattativa tra Stato e mafia, tra il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e l’allora ministro dell’Interno, Nicola Mancino, offre al Pdl l’occasione per tornare a chiedere al più presto una legge che regolamenti l’uso e la pubblicazione delle intercettazioni. Riaperta dunque la partita “giustizia” in Parlamento. Da un lato il ddl anticorruzione fermo al Senato e dall’altro appunto il ddl intercettazioni.

Problema politico, morale, ma soprattutto economico, alla luce del recente studio Eurispes elaborato sui dati del ministero della Giustizia-Direzione Generale di Statistica anni 2008-2010.

Ogni anno in Italia si eseguono 181 milioni di intercettazioni o per meglio dire “eventi telefonici”. Non unicamente conversazioni, ma in generale chiamate in entrata, chiamate in uscita, chiamate senza risposta, messaggistica e localizzazioni. Una serie di informazioni considerate dai cittadini ugualmente sensibili.

Il fenomeno, se si osserva il dato dei quasi 80 mila individui (definiti nel gergo degli inquirenti bersagli/utenze) intercettati ogni anno,è cresciuto negli ultimi cinque anni del 22,6%, per una spesa che ad esempio nel 2010è stata di 284.449.782 di euro. Somme che, per la natura stessa delle intercettazioni – strumento a disposizione delle procure nell’ambito dell’obbligatorietà dell’azione penale – non possono essere “budgettizzate” essendo impossibile, ad inizio anno, prevederne la copertura necessaria.

Tra le diverse tipologie quelle telefoniche rappresentano il 90% del totale (125.150), quelle ambientali l’8,4% (11.729), e infine quelle informatiche e telematiche solo l’1,6% (2.172).

Qualcosa tuttavia sta cambiando. Scendono i costi delle singole operazioni (siamo a una media poco superiore ai 1.500 euro a bersaglio contro gli oltre 3mila del 2003), quale frutto della concomitanza di due fattori. Da una parte, la maggiore attenzione posta dalle procure nella gestione delle risorse e, dall’altra, le misure adottate dal Ministero della Giustizia a partire dall’anno scorso. Ed è questo l’aspetto che mette d’accordo tutti, anche chi si divide sulle misure contenute nel disegno di legge all’esame della commissione giustizia del Senato: la necessità di contemperare le esigenze, apparentemente contrapposte, dell’amministrazione di contenere i costi e delle procure di sfruttare, ai fini delle indagini, le potenzialità delle intercettazioni. Tra i distretti più intercettati al primo posto troviamo Napoli con 21.427 bersagli intercettati, seguito, con un notevole divario, da Milano (15.467), Roma (11.396), Reggio Calabria (9.358), e, al quinto posto, Palermo (8.979).

Sabrina Iadarola

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