Inps, Tridico sulla richiesta di risarcimento alle orfane: “Mia sorella uccisa dal marito, so cosa si prova”

Il numero uno dell’Inps Pasquale Tridico è intervenuto ai microfoni del ‘Corriere della Sera’ per parlare del caso del rimborso chiesto a due orfane figlie di un padre che ha ucciso la sua ex moglie, oltre che madre delle due bimbe in questione. La richiesta di rimborso da parte dell’Inps ha scatenato un caso nazionale. Addirittura il presidente Mattarella si è mosso per risolvere la situazione nel migliore dei modi. Ma di fronte alle parole di Tridico la sensazione è che si tratti di un errore burocratico, dell’invio di una richiesta legittima ma poco opportuna e non valutata da chi ha inviato il sollecito al nonno delle orfane, che si prende cura delle due sorelle.

“Questa storia è paradossale. Non dite mai più che l’Inps è una sanguisuga, non avremmo mai dato esecuzione all’atto“, ha sottolineato Tridico prendendo evidenziando il malinteso. “Era un atto dovuto, necessario per evitare la prescrizione“. Tridico ha spiegato anche i motivi per il quale l’invio della comunicazione era necessario. “Se non fosse stato emesso prima della prescrizione il responsabile sarebbe stato chiamato a rispondere di danni erariali. Ma noi di questo caso ce ne stavamo occupando da tempo“, ha ribadito Tridico.

 “Non so più come dirlo, era un atto dovuto. E non so più come ripeterlo: quelle ragazze non avrebbero mai pagato quella cifra. Io lo so bene che cosa si prova nella loro situazione. Avevano la nostra massima comprensione. Mia sorella è stata uccisa da suo marito”, ha rivelato il presidente dell’Inps ai microfoni de il ‘Corriere della Sera’.

 “Sono certo che tutto questo clamore aiuterà la politica a trovare presto una soluzione. Ma la soluzione normativa non è certo l’unica strada praticabile. Ci si può rivolgere all’Avvocatura e chiedere un parere interpretativo, che venga incontro al caso delle ragazze Loiola. Questo è un caso paradossale, l’ho già detto”. “Mi sembra evidente che in questo caso le vittime sono le figlie. Eppure la burocrazia ha finito con il far ricadere su di loro in quanto eredi la responsabilità di un padre omicida”.

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