Incidente stradale, Comune di Aprilia condannato a risarcire familiari vittima con 1 milione di euro

Oltre un milione d’euro di risarcimento, è questa la cifra stabilita dal tribunale civile di Latina che il Comune di Aprilia dovrà pagare per i familiari di una vittima della strada. Un motociclista morto ad agosto 2005 perché “nel caso di specie – si legge nella sentenza – gli elementi istruttori sopra indicati consentono di ritenere accertata la dinamica del sinistro, come descritta dagli attori, ed il rapporto di causalità tra le condizioni del manto stradale ed l’evento lesivo per cui è causa”.

La vittima – prosegue il giudice – perdeva il controllo del mezzo, dapprima toccava il bordo del marciapiede continuando la corsa, poi cadeva a terra, urtava un palo della pubblica illuminazione e, dopo un breve lasso di tempo, decedeva sul posto”.

Dal verbale “emerge che nel punto in cui si è verificato il sinistro la strada era in cattivo stato di manutenzione, il manto stradale era caratterizzato da fessurazioni trasversali e longitudinali, da buche ed avvallamenti”. E anche dalle dichiarazioni testimoniali emerge che la vittima ha prima sorpassato una macchina e, dopo aver ultimato il sorpasso, “ha preso una buca ed è caduto; ha perso il controllo del mezzo perché sull’asfalto c’erano buche ed avvallamenti”, volando verso il palo e il motorino verso i secchioni dell’immondizia, dichiarano alcuni testimoni.

Sul luogo dell’incidente “non era presente segnaletica orizzontale o verticale indicante lo situazione di pericolo per l’utente della strada. Tali elementi di fatto trovano conferma nella perizia disposta nel corso delle indagini preliminari e nelle dichiarazioni testimoniali assunte nel dibattimento penale. In particolare il perito del Pm ha individuato nel tratto di strada in cui si è verificato il sinistro due tipologie di accentuati dissesti: alterazione della regolarità della pavimentazione dovuta ad usura superficiale, presenza di buche, avvallamento, nonché fessurazioni trasversali e longitudinali, buche e distacchi di asfalto”, sottolinea il giudice.

Deve infine ritenersi accertata – conclude il tribunale – la non prevebidilità e prevenibilità del pericolo, attesa la totale assenza sulla strada di segnaletica orizzontale o verticale idonea ad avvertire l’utente della situazione di pericolo. Deve quindi ritenersi accertato sia il concreto svolgimento dei fatti sia lo stato dei luoghi, come sopra descritti”.

Una vittoria importante – rimarca l’avvocato dei familiari della vittima Ezio Bonanni – che crea un precedente fondamentale nelle controversie tra comune e cittadino. Speriamo si da stimolo per amministrazioni locali nel tutelare l’incolumità dei residenti anche sul fronte manutenzione stradale”.

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