Inchiesta Ischia, pm valutano di sentire D’Alema come teste

Massimo D’Alema potrebbe essere interrogato in qualità di persona informata sui fatti nell’ambito dell’inchiesta sull’appalto per la metanizzazione a Ischia (Napoli). La testimonianza dell’ex presidente del Consiglio, a quanto si è appreso, dovrebbe chiarire uno dei punti cruciali dell’indagini, ovvero i rapporti che la cooperativa CPL Concordia ha intessuto con gli ambienti della politica e della pubblica amministrazione. “Una vicenda scandalosa. È incredibile diffondere intercettazioni che nulla hanno a che vedere con l’indagine della Procura di Napoli. Lancio un allarme. Chi non ha ruoli istituzionali e non è indiziato di reato non può essere perseguitato in questo modo al solo scopo di ferirne l’onorabilità. Difenderò la mia reputazione in ogni sede. Ho già dato mandato agli avvocati,   afferma di rimando Massimo D’Alema. Non c’entra nulla,   sottolinea l’ex premier,  la mia vicenda con quella di Lupi. Non sono ministro, non do appalti, sono un pensionato. E’ incredibile  diffondere intercettazioni che nulla hanno a che vedere con l’indagine in corso. Cosa c’entra chi conosco e chi non conosco. Certamente ho rapporti con Cpl Concordia, per cui tenni anche una conferenza in occasione della sua assemblea annuale, ma è un rapporto del tutto trasparente come con altre cooperative e aziende private. Una cosa è conoscere i dirigenti di un’impresa nazionale. E ne conosco tantissimi. Altra cosa è un’indagine che riguarda una vicenda precisa con ipotesi di tangenti. Che rapporto c’è  tra i reati di cui si parla e i miei rapporti con le persone?. Dalla Cpl   non ho avuto alcun regalo ed è ridicolo definire l’acquisto in tre anni di duemila bottiglie del vino prodotto dalla mia famiglia come un mega ordine, peraltro fatturato e pagato con bonifici a quattro mesi. Il vino non c’entra con l’inchiesta ed è noto a tutti che la mia famiglia produce un ottimo vino. Abbiamo più domanda che offerta. Il favore è riceverlo, non è venderlo. Quanto ai libri nessun beneficio personale, ma un’attività editoriale legittima che rientra nel normale e quotidiano lavoro della fondazione Italianieuropei. Mazzette dalla storica coop rossa CPL Concordia,  1.800 dipendenti in tutto il mondo, 461 milioni di fatturato,  al sindaco Pd di Ischia per ottenere l’appalto delle opere di metanizzazione dell’isola. Undici indagati, nove dei quali arrestati, con sullo sfondo un “sistema corruttivo” molto più ampio e diversi filoni d’indagine ancora “da approfondire”. E dalle intercettazioni spunta il nome di Massimo D’Alema, che rivendica la “assoluta trasparenza” del suo operato.    Riguardo a Massimo D’Alema, ne parla soprattutto Francesco Simone, che per conto della CPL ha acquistato 500 copie del suo ultimo libro e 2.000 bottiglie di vino, versando bonifici alla fondazione Italianieuropei per oltre 60mila euro. Secondo il dirigente arrestato, D’Alema sarebbe uno di quei politici che “mette le mani nella merda come ha già fatto con noi, ci ha dato delle cose”. L’ex presidente del consiglio ha subito precisato: “Nessun illecito o beneficio, rapporto con Cpl trasparente. La diffusione delle intercettazioni è scandalosa”. 

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