Enav, Borgogni: “Facevo da collettore tra azienda e politica”

Il direttore centrale delle relazioni esterne di Finmeccanica (domenica si è autosospeso dall’incarico), Lorenzo Borgogni, ha ammesso alla giustizia napoletana, il suo suo ruolo di “collettore” tra la holding, le sue 300 società e la politica. Tra i favori c’erano fondi alle fondazioni dei partiti, assunzioni di parenti, contributi a giornali e a uomini dei media.

Borgogni ha spiegato ai pm Piscitelli, Woodcock e Curcio i termini del mercato tra Finmeccanica e la politica, di cui gli appalti Enav erano solo una delle articolazioni.
“Per quanto riguarda gli ultimi tre anni, Squillace è espressione del ministro La Russa, il consigliere Galli della Lega, mentre per lo Sviluppo economico e Scajola, il riferimento è stato Alberti”,  ha ammesso Borgogni, che poi ha aggiunto:  “Ricordo ad esempio – ha aggiunto – che la Lega, a mezzo Giorgetti, chiedeva che un posto fosse riservato a quel partito in Ansaldo energia. Che il nominativo di Adolfo Vittorio per Elsag Datamat me lo diede Letta per conto di Giovanardi e che poi mi chiamò in prima persona”.

L’ex direttore relazioni esterne di Finmeccanica ha poi deciso di raccontare ai pm di finanziamenti a fondazioni che facevano capo ai partiti o anche a singoli parlamentari, di assunzioni di parenti in società controllate dal Gruppo, ricchi contratti di consulenza o mediazione finanziaria, oltre a “contributi a giornali e giornalisti”. Nei prossimi giorni i verbali redatti a Napoli saranno trasmessi a Roma al pm Ielo che di Borgogni ha chiesto, senza ottenerla, la cattura.

Martedì sarà la volta degli interrogatori, nel carcere di Regina Coeli, del commercialista Marco Iannilli, dominus della società Arc Trade, di Manlio Fiore, direttore commerciale di Selex, accusati di frode fiscale nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti Enav. I due atti istruttori saranno tenuti dal gip Anna Maria Fattori, la stessa che, su richiesta del pm Paolo Ielo, ha firmato le ordinanze di custodia cautelare. In settimana dovrebbe tenersi anche l’interrogatorio di garanzia di Guido Pugliesi, Ad dell’Ente Nazionale di Assistenza al Volo, attualmente agli arresti domiciliari. Per lui l’ipotesi di accusa è quella di finanziamento illecito ai partiti in relazione alla presunta mazzetta da 200 mila euro destinata dall’imprenditore Tommaso Di Lernia, titolare della Print Sistem, al segretario amministrativo dell’Udc Giuseppe Naro.

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