Inceneritori e la ‘conversione’ di Salvini…

Non accenna a placarsi lo scontro tra Lega e M5s sui termovalorizzatori. ‘Gli inceneritori li dovrebbero scegliere i sindaci e la regione ma tutti dicono di no. Quindi li faremo. E ‘senza ceppa’. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, durante la registrazione del programma ‘Nemo’ su Raidue negli studi di Cinecittà a Roma, parafrasando ironicamente un’espressione di Luigi Di Maio che ieri aveva detto che in Campania ‘La terra dei fuochi è un disastro legato ai rifiuti industriali (provenienti da tutta Italia) non a quelli domestici. Quindi gli inceneritori non c’entrano una beneamata ceppa’.

Ci vuole un termovalorizzatore per ogni provincia, dice  Matteo Salvini. Ma tornando indietro di qualche mese si scopre che la conversione del Carroccio e del suo leader alla scelta dei termovalorizzatori è recente. Lo si capisce da questo manifesto della Lega apparso in Umbria nel 2016, con cui si attaccava Renzi per la scelta dell’inceneritore e si rispondeva, a caratteri cubitali: ‘Diciamogli no. Ambiente e salute, non mandiamoli in fumo’.

Inceneritori, quando Salvini si batteva per fermarli

Il tutto invitando la cittadinanza a un incontro a Palazzo Cesaroni, a Perugia, organizzato dal gruppo consiliare regionale del Carroccio. “Nel corso dell’incontro – facevano sapere i due esponenti regionali della Lega Nord  Emanuele Fiorini e Valerio Mancini – sarà esaminata la situazione del sistema dei rifiuti in Umbria, con particolare attenzione alla fallimentare gestione della raccolta differenziata, sia in termini economici che di effettiva percentuale di rifiuti riciclati, anche in considerazione della decisione del governo Renzi di prevedere la realizzazione di un nuovo inceneritore in Umbria”.

Di Maio tenta di chiudere la polemica precisando: ‘A me dispiace che Salvini abbia deciso di lanciarsi in questa polemica e di creare tensioni nel governo’,   ha detto Luigi Di Maio rispondendo ai giornalisti sulla vicenda degli inceneritori. “Sono dispiaciuto di questa polemica sugli inceneritori – ha aggiunto – perchè si fonda su un tema che non essendo nel contratto di governo non si pone. Abbiamo un ministro dell’ambiente che ha scoperto la Terra dei fuochi e conosce la Campania, quindi affidiamoci a lui. Lì ci vive la mia famiglia sono la persona più preoccupata”.

“Ho passato ieri la giornata a Napoli ed erano tutti preoccupati per la salute. Devi fare delle strutture; perché in Lombardia ci sono 13 impianti e in Campania uno? Il rapporto non può essere di tredici a uno – ha detto ancora Salvini, prima della registrazione di ‘Nemo’ -. “Non c’è nel contratto? Vallo a spiegare ai bambini che fra due mesi respirano merda. Un’emergenza? Non lo dico io, ma quando il capo dei vigili mi dice che c’è il rischio di tornare alla situazione di 10 anni fa, devo fare qualcosa”.

E sugli inceneritori anche il ministro per il Sud Barbara Lezzi ribadisce: “Non c’è nessun margine di trattativa. Non c’è assolutamente bisogno di nuovi termovalorizzatori”, dice il ministro Barbara Lezzi. “I termovalorizzatori sono il passato, non un investimento che guarda al futuro. Sui rifiuti si è fatta tantissima ricerca e noi dobbiamo partire da lì, da una visione virtuosa dell’ambiente che possa finalmente apportare del benessere alla salute dei cittadini”. “Con la Lega dialoghiamo, ma siamo contrari” così il ministro delle infrastrutture Danilo Toninelli parlando degli inceneritori durante la registrazione di Petrolio sottolineando che “il tema non è nel contratto di Governo al quale siamo vincolati dobbiamo trovare sintesi”.

“Non mi piace che si arrivi qui e si dica al sindaco di Napoli di mangiarsi i rifiuti. Nessuno parla così al sindaco di Napoli, che comunque è il sindaco della Capitale del Sud Italia, capitale fondamentale del Mediterraneo. Da questo punto di vista nessuno passa”, ha detto Fico parlando a Napoli a margine della cerimonia per i 45 anni della Facoltà di Medicina e Chirurgia della Federico II, in riferimento alle parole pronunciate da Salvini ieri a Napoli.

“La percentuale di raccolta differenziata in Campania è quasi 20 punti inferiore a quella di altre regioni italiane- precisa Salvini-. Nel 2016 la Campania ha esportato in Italia e in Europa 300mila tonnellate di rifiuti con una spesa per decine di milioni di euro. Da anni non ci sono interventi. In Lombardia ci sono ben tredici termovalorizzatori che non inquinano ma producono energia e ricchezza: chi dice sempre e solo dei “No” provoca roghi tossici e malattie. “Mi chiedo: qual è la soluzione per tutelare la salute dei campani, che peraltro pagano la tassa per i rifiuti?”.

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