Inaugurata ieri a Roma ‘Le forme del colore’, evento ideato e organizzato da Monica Ferrarini

E’ stata inaugurata ieri,  alle ore 18:00,  la mostra collettiva di arte contemporanea dal titolo ‘Le forme del colore‘ presso Arte Borgo Gallery – Borgo Vittorio 25/Roma. L’evento è stato ideato e organizzato dall’Associazione M.F.eventi di Monica Ferrarini ed è stato patrocinato dal  Municipio Roma I Centro. In occasione del vernissage era presente la trasmissione televisiva Arte 24 (Rete Oro canale 18) e l’azienda vinicola Casal del Giglio che ha offerto una degustazione di vini scelti. La mostra ha  indagato i diversi percorsi artistici di dodici artisti contemporanei che spaziano dalla pittura, alla scultura, alla fotografia offrendo un confronto tra diverse forme di ricerca che mescolandosi assieme ed interagendo in maniera armonica ed equilibrata ci spingeranno a riflessioni e confronti. Artisti partecipanti: Roberto Castellucci, Ornella Cucci, Antonietta D’Amico, Marco Lanciani, Ninah Mars, Franco Mauroni, Davide Nardi, Stefania Nicolini,  Maiky Padalino, Silvano Palazzo, Carla Petrassi, Anna Santilli.

Roberto Castellucci, nato a Sora nel 1964, consegue la laurea in Scienze Politiche a Roma, città dove tuttora lavora e risiede con la famiglia. Roma è il luogo dove conosce artisti di fama nazionale e internazionale e, frequentandone gli studi, comincia ad appassionarsi all’arte contemporanea. Il percorso artistico si arricchisce con la frequentazione assidua di due amici, il Maestro Paolo Calvino, del quale apprezzerà l’onestà artistica e l’amore per la natura; e il compianto Maestro Remo Di Demetrio, profondo conoscitore dei movimenti culturali del ‘900 e preziosa guida nell’uso spregiudicato dei materiali. Il passo verso la ‘creazione’ artistica è ineluttabile e, dopo un periodo di riflessioni e di sperimentazioni, esordisce in una mostra collettiva tenuta presso il circolo ricreativo della Banca d’Italia nel 2006. La prima ‘personale’ si svolge, con lusinghieri esiti sia per la partecipazione che per i riscontri critici (interverrà anche il prof. Bonito Oliva), all’Hotel Eurostars Roma Congress, nel gennaio 2007. Tra i principali impegni artistici del 2016, si segnalano il superamento delle selezioni per le biennali d’arte di Frosinone e Viterbo e la vincita del 1° Grand Prix Des Arts Visuels di Cannes, premio di caratura internazionale. La forma, un aspetto spesso dilemmatico nella Storia dell’Arte, è risolta con l’immediatezza della rappresentazione, ispirata ora da un ricordo, ora da un’emozione, ora da uno scorcio di Roma. Così le attinenze post espressionistiche vengono permeate da una vena romantica che sfugge alla rigidità geometrica, quasi assolutistica, che pervade l’opera. Recente è l’interessamento al tema del degrado urbano della città di Roma che fa dell’artista l’ultimo, romantico, metropolitano.

 Ornella Cucci, nata a Brindisi vive e lavora a Lecce. Conseguita la laurea in Economia comincia ad appassionarsi alla fotografia dopo aver ricevuto in dono una ‘Rolleiflex’. Amante dei viaggi predilige itinerari artistici realizzando numerosi ed interessanti reportages. La passione per la fotografia, la pittura, la musica e per tutta l’arte in generale, la porta a conoscere artisti con cui stringe rapporti di amicizia e collaborazione che le permettono di realizzare e sperimentare nuove forme espressive culminanti in alcune prestigiose mostre che la vedono al fianco di Ercole Pignatelli, Jerney Forbici, Piero Paladini, Antonio Massari, Sandro Greco, Corrado Lorenzo, Paola Scialpi, Fabio de Donno, Andrea Chisesi, Silvia Capiluppi, Marcella Ferraro, Giorgia santoro e Marina Cirinei. Collabora con la casa editrice Capone con la quale ha pubblicato diversi volumi sulla Puglia e alcune guide turistiche. Il Museo di arte contemporanea (MACMa) di Matino ha, di recente, acquisito una sua opera fotografica dal titolo ‘Scarpe Rosse’.
Antonietta D’Amico è una scultrice che si esprime  attraverso la  metafora dello svelamento della materia in opera d’Arte, palesando la sintesi espressa dalla fusione di cultura e arte come confine  tra il volto e la maschera.
Marco Lanciani è un fotografo giovane e attento che  nel corso degli anni ha affinato la sua ricerca dando vita ad una produzione varia ed estremamente personale che mostra i diversi percorsi del suo studio in continua evoluzione creativa.
Di estrema raffinatezza e impatto i suoi scatti esprimono una visione atipica che conferisce peculiarità espressiva alle immagini. Lo spazio si spoglia di ogni presenza fisica, perde ogni riferimento reale e diventa aleatorio, incantato, pervaso da un senso di solitudine e sovrastato da sovraumano silenzio. Sono atmosfere aeree e pure in netto contrasto con la realtà caotica di Roma, città eterna fatta di continuo movimento, dinamismo estremo e confusione metropolitana. La dicotomia passato/presente si fonde in una dimensione intima e raccolta e l’imponenza dei monumenti che raccontano il passato di una città grandiosa e immortale, è avvolta da una irreale pacatezza che Lanciani riesce a catturare conferendo all’immagine sensazioni fatte di quiete silente.
Ninah Mars  ha iniziato la sua carriera artistica molto giovane e l’evoluzione non ha mai smesso. Questa è la storia di una persona eclettica, ma semplice, con una creatività illimitata, ispirati dal loro ambiente e trascende la cultura ed emozione.
La sua origine italiana-venezuelana caratterizza un modo speciale, come una ragazza con una molto ampia formazione culturale. La passione per la musica fin dalla giovane età Ninah catturato: come un bambino si unisce al coro della scuola Emil Friedman, che tiene anche lezioni di pianoforte e violino, è proprio in questo periodo che Ninah composto le sue prime canzoni. La sua carriera si è evoluta all’unisono grazie al costante studio della pittura ad otto vince un premio di pittura in Italia. A quattordici anni si trasferisce in Svizzera dove continua i suoi studi alla scuola americana in Svizzera a Lugano. Ninah Mars  si è anche dedicata alla pittura e alla scultura. Durante questo periodo le sue opere vengono selezionate e visualizzate in tre diverse edizioni del TASIS Spring Art Festival. La sua passione per l’arte non cessa mai, decide di avvicinarsi alla scultura sotto la guida dell’artista Blanca Lemoine, dopo la sua scomparsa, egli sarà seguita da Dora Gabay, noto scultore venezuelano. Un altro dato che influenza la sua formazione in pittura è Paolo Parrella, giovane pittore di successo venezuelano. Nel 2013 si trasferisce in Italia per continuare la sua carriera come pittrice, partecipando a diverse mostre collettive in tutta Europa.
Franco Mauroni è un musicista e pittore, si è formato musicalmente al Conservatorio ‘S. Cecilia’ di Roma, sotto la guida del Maestro M. Ancillotti. Si è sempre dedicato alla pittura, iniziando la sua ricerca richiamandosi alle avanguardie del Novecento, partecipando a numerose collettive. Dal 2003 ha elaborato uno stile personale che, pur rifacendosi a forme naturalistiche, approda ad una ricerca di carattere ‘informale’ anche attraverso l’esaltazione della ‘macchia’ e della ‘materia pittorica’.
Davide Nardi nasce a Roma nel 1987 e dopo la maturità classica frequenta la facoltà di Giurisprudenza dell’università ‘Sapienza’ di Roma dove, nell’Ottobre 2013, si laurea con tesi in Filosofia del diritto dal titolo ‘Diritto ed ermeneutica in J. Derrida’.  Dal 2015 intraprende un percorso artistico finalizzato a tradurre in opere di grafica e di pittura la realtà psichica interiore dell’individuo preso tra le stringenti maglie della società funzionalista. Il suo stile, metaforico e concettuale, richiamandosi agli elementi tipici della letteratura onirica kafkiana, tende a suscitare nello spettatore l’impressione di trovarsi di fronte ad una descrizione minuziosa dell’irrequietezza e dell’inquietudine umana. Nel 2016 inizia ad esporre le sue opere in mostre collettive. Il 16 giugno 2016 vince il Premio del Pubblico M.F. Eventi presso lo spazio Macsi di Roma.
Stefania Nicolini è una pittrice che  sa cogliere e accogliere i colori per poi trasferirli nelle sue tele dove, grazie alla sua infinita sensibilità, avviene la trasmutazione alchemica. La realtà si fa quasi aeriforme, perde definizione ma non intensità e lentamente si trasforma in immagine onirica. I colori diventano surreali, carichi e confusi, paiono quasi non essere mai al posto dove ci aspettiamo che possano essere, perché nei sogni è così. Possiamo partire da un volto, da un corpo, da un gestio ma poi dobbiamo essere disposti a lasciarci impressionare dai colori, a lasciarci guidare dalla luce verso ciò che conta. Ciò che conta non è la realtà perché essa, in fondo, altro non è che un’illusione. Ciò che conta è cosa ci resta dentro della realtà e questo lo scopriamo di notte quando perdiamo il controllo sul mondo reale.
Maiky Padalino è un artista della new generation, affacciatosi da poco nel mondo dell’arte ma già in possesso di numerosi premi artistici. Nasce nel 1978 ma solo in età adulta scopre un talento innato verso la pittura. il suo genere spazia fra il pop art e il figurativo astratto, i suoi quadri sono apprezzati da artisti di grosso calibro di tutto il mondo. La pittura, alquanto maniacale è per lui terapeutica, gli consente di estraniarsi dal mondo e quel che ne esce fuori estasia, ipnotizza.
Silvano Palazzo è ‘semplicemente un’Artista’ come ama definirsi, ricordando, ed a ragione Pablo Picasso: ‘L’Arte è la menzogna che ci permette di conoscere la verità…’. Non a caso espone, anche, ‘Terra dei fuochi’.   Con ‘terra dei fuochi’ ricordiamo che  si individua una vasta area situata nell’Italia meridionale, in Campania, tra le province di Napoli e Caserta, famosa a livello mediatico a causa della presenza di rifiuti tossici e numerosi roghi di rifiuti e il loro impatto sulla salute della popolazione locale.
Carla Petrassi proviene da una scuola d’arte e promuove, artisticamente,  la condivisione di percorsi e la realizzazione di progetti comuni tra artisti e di qualsiasi provenienza,   convinta che l’arte abbia il potere di promuovere la capacità di venirsi incontro e che quindi sia un potente strumento di promozione della convivenza e della comprensione e di testimonianza del legame che unisce tutti i popoli.
Anna Santilli, grazie alla sua passione per la pittura,  si occupa intensamente delle discipline più classiche della pittura. Con il tempo si distacca totalmente da questo genere spingendosi verso la ricerca di nuovi modi espressivi.  Un distacco dal quale, in seguito, realizza lentamente e faticosamente, la consapevolezza della sua necessità d’espressione e la sua ricerca comincia ad assumere significato e concetti come sperimentazione e analisi. Muove così i suoi primi passi in questa direzione, cercando continuità e progressione graduale, sulla traccia del lavoro svolto fino ad ora. Questa sua ricerca, dove ragione e istinto si mescolano rielaborando, attraverso la pittura, i lati più appariscenti dei mezzi contemporanei, ottiene un’immagine pittorica essenziale,  filtrata attraverso uno sguardo onirico e surreale. Fotogrammi di immagini di vita, frammenti e reperti di un recente passato, il senso della metamorfosi delle immagini, quasi il passaggio da un mondo a un altro nel ritmo incalzante di una continua fantasmagoria, ne deriva un senso creativo del mezzo che si apre alle più varie potenzialità, intrecciando la specificità formale delle immagini, con la molteplicità del linguaggio artistico contemporaneo.  La Santilli esprime compiutamente la ‘Featured Art’,  porta dell’arte contemporanea, le cui pratiche sono eccezionali nella loro capacità di innovare, sfidare e ispirare. Gli artisti coinvolti in questa esperienza  hanno voluto interpretare, secondo i loro canoni di ricerca stilistica, una tematica variegata e infinita, ciascuno secondo il proprio linguaggio e il proprio imput emotivo.
               
Roberto Cristiano

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