IN TRANSITO. Termini, Castro Pretorio, Porta Maggiore. Il libro che ridisegna l’Esquilino come sistema urbano.

Rigenerazione urbana, ricerca universitaria e partecipazione civica al centro dell’incontro al Museo Ninfeo.

Nel cuore dell’Esquilino esiste un luogo che racconta Roma meglio di molte parole, il Museo Ninfeo di Piazza Vittorio, spazio archeologico sotterraneo emerso durante la ricostruzione di uno degli edifici affacciati sulla piazza ed oggi inglobato sotto il palazzo che ospita l’ENPAM. Qui, tra i resti di un ninfeo di età romana legato all’area degli antichi Horti Lamiani, la città mostra letteralmente i propri strati. È in questo scenario, dove la contemporaneità poggia sulla memoria materiale del sottosuolo, che si è svolta la presentazione di In Transito, volume firmato da Caterina Padoa Schioppa, Manuela Raitano e Luca Reale, protagonisti dell’incontro e autori di una ricerca che guarda a Roma non per frammenti, ma per relazioni.
Gli autori sono stati introdotti da Gian Piero Ventura Mazzuca (Piazza Vittorio Aps/EMPAM) e da Maria Grazia Sentinelli (Rione dei libri), che ha chiarito fin dall’inizio il senso dell’appuntamento: non una semplice presentazione editoriale, ma un momento di confronto pubblico su un quadrante urbano decisivo, dove infrastrutture, storia e trasformazioni recenti si intrecciano in modo unico.

Una città che esiste già, ma non è riconosciuta
In Transito parte da un’intuizione tanto semplice quanto potente, tra Termini, Castro Pretorio e Porta Maggiore esiste già una struttura urbana fortissima, fatta di mobilità, stratificazioni storiche, funzioni pubbliche, flussi umani e multiculturalità. Ma questa struttura non è ancora riconosciuta né governata come unità.
Negli ultimi vent’anni l’area ha conosciuto trasformazioni numerosissime: recuperi edilizi, nuove funzioni, riqualificazioni di singoli complessi, eppure il risultato è quello di una somma di episodi, non di un disegno urbano. Gli edifici cambiano, ma lo spazio tra gli edifici, quello che costruisce la vita urbana, resta fragile.
Qui si colloca il cuore del libro, non aggiungere oggetti architettonici, ma costruire relazioni.

I tre poli: la geografia nascosta del quadrante
La ricerca legge l’area come un sistema triangolare, in cui Termini è il grande magnete infrastrutturale e simbolico, ma anche luogo di fratture spaziali; CastroPretorio il polo istituzionale e culturale ricchissimo di patrimonio pubblico, spesso chiuso e poco integrato; PortaMaggiore il nodo monumentale e infrastrutturale, oggi più percepito come snodo di traffico che come luogo.
Tra questi poli si estende uno spazio che non è vuoto, ma non ancora progettato come connettivo urbano. Percorsi, piazze, attraversamenti, continuità verdi e pedonali diventano la vera infrastruttura del progetto.

Il mercato di Piazza Vittorio: l’idea di sistema a scala locale
La stessa visione emerge nell’intervento del professor Andrea Grimaldi (Sapienza), che ha presentato uno studio sul mercato di Piazza Vittorio, il Mercato Esquilino, oggetto della tesi di laurea di una sua studentessa, la dott.ssa Elisa Labellarte. Un progetto nato dall’osservazione quotidiana dei problemi concreti: carico e scarico, gestione dei rifiuti, spazi ciechi e sviluppato come questione urbana.
L’idea è trasformare un isolato chiuso in spazio poroso, portare il mercato in quota attraverso una passeggiata inclinata, integrare funzioni attive H24, recuperare il segno dell’acquedotto insistente su piazza Pepe, come matrice dello spazio. Il mercato, da edificio funzionale, diventa infrastruttura civica.

Ph. Mario Carbone

Lo sguardo delle istituzioni: connessioni e clima
L’assessora Sabrina Alfonsi ha riconosciuto nel lavoro una qualità decisiva, la capacità di guardare questo ambito come quadrante unitario, oltre i confini dei rioni e oltre le singole riqualificazioni. Ha sottolineato la necessità di ristudiare Roma riattivando il dialogo con università e centri di ricerca, collocando il progetto dentro questa prospettiva.
Il tema centrale è quello delle connessioni, che incrocia mobilità, urbanistica e ambiente. Piazze allargate, continuità pedonali, verde e ombra non sono solo scelte formali, ma strategie di adattamento climatico. L’assessora ha inoltre espresso l’impegno a portare la ricerca in un confronto tecnico interassessorile.

Dal transito alla relazione
Questo quadrante è storicamente un territorio di passaggio, fatto di arrivi e partenze, di permanenze brevi, di mescolanze culturali. Ma il “transito” può diventare risorsa, può dare accoglienza, può fornire servizi e spazi pubblici attivi, luoghi che funzionino a tutte le ore. Non più marginalità quindi, ma carattere identitario.

La chiusura: la città che parla
A concludere è stato Niccolò Camponi, consigliere del I Municipio, che ha ricondotto i temi emersi a un quadro unitario con tono partecipe e critico, aprendo il confronto agli interventi del pubblico.
Il dibattito finale ha mostrato la vivacità culturale e civile dell’Esquilino. Domande, osservazioni ed esperienze dirette hanno riportato la riflessione alla vita quotidiana, qui la città non è solo oggetto di studio, ma soggetto attivo.

Un libro come dispositivo urbano
In Transito appare così non solo come un volume di ricerca, ma come un dispositivo culturale capace di mettere in relazione luoghi, saperi e responsabilità.
Tra Termini, Castro Pretorio e Porta Maggiore non c’è solo uno spazio da attraversare, c’è una parte di Roma che chiede di essere riconosciuta come unitaria e, magari, finalmente, essere progettata come tale.

In transito. Un progetto urbano tra Esquilino Porta Maggiore e Castro Pretorio
di 
Caterina Padoa Schioppa
Manuela Raitano
Luca Reale

Editore: Libria
Collana: Mosaico – Data di Pubblicazione:15 febbraio 2025

Loredana Margheriti

Circa Loredana Margheriti

Ha un formazione umanistica che affonda le radici nella ricerca documentale. La passione per la musica, in particolare per il canto lirico, accompagna da sempre il suo percorso, ha intrapreso infatti in giovane età lo studio del canto. "Scrivere di arte e spettacolo è per me un modo per restituire emozioni, condividere visioni e dare voce a ciò che l’esperienza estetica accende dentro di noi." Mossa da passione quindi, ed accompagnata da infinita curiosità, collabora con diverse testate digitali, occupandosi soprattutto di recensioni musicali e operistiche, ma racconta spesso anche di eventi culturali, teatrali e d’arte. Attualmente lavora nel restauro di beni culturali monumentali, un’attività che le permette di rimanere in costante dialogo con la bellezza, anche nella sua forma materica.

Riprova

Cormorano e tutela della trota marmorata, rinnovato il Piano di intervento


Proteggere una specie simbolo delle acque trentine come la trota marmorata significa intervenire anche sui …

WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com