Fini ricorda Mirko Tremaglia: “Il padre degli Italiani nel Mondo”

Si è svolto ieri, mercoledì 31 gennaio, alle ore 16.00 nella Sala Regina della Camera dei Deputati il Convegno “In ricordo di Mirko Tremaglia. Italiani. Le sfide del millennio: identità nazionale, globalizzazione, cittadinanza, emigrazione, cooperazione”. Il Convegno organizzato dal Comitato Tricolore Italiani nel Mondo – CTIM – ha voluto in questo modo onorare la memoria di Mirko Tremaglia, ministro di italiani nel mondo. Nel corso dei lavori sono intervenuti Roberto Menia, Gianfranco Fini, Pierferdinando Casini, Maurizio Lupi, Giulio Terzi di Sant’Agata e Luciano Violante, i quali hanno reso omaggio alla figura di Mirko Tremaglia per il suo impegno politico, parlamentare e in particolare per essersi battuto e aver ottenuto l’esercizio del diritto di voto dei cittadini italiani residenti all’estero attraverso la modifica della Costituzione negli articoli 48, 56 e 57 (la legge nota come “Legge Tremaglia” è diventata attuativa a partire dalle elezioni politiche del 2006 con l’istituzione della circoscrizione Estero).

“Il miracolo di Tremaglia fu fare in modo che gli italiani potessero essere votati e che ci fossero dunque in Parlamento i parlamentari rappresentanti degli italiani sparsi nel mondo”, ha dichiarato il Presidente della Camera, Gianfranco Fini.

Il presidente di Fli ha poi sottolineato che solo chi non ha conosciuto Tremaglia, deputato di Futuro e Libertà ed ex ministro per gli Italiani nel Mondo, “può pensare che la sua  fosse una identità chiusa e non capace di evolversi, di affrontare le sfide dei tempi moderni”. Per Fini, Tremaglia era un uomo di destra, non museale, sempre aperto alle nuove sfide e, “soprattutto un uomo estremamente curioso, ed un uomo, proprio perché innamorato della sua terra, sempre pronto nel nome della sua patria, a fare ciò che riteneva utile per renderla migliore. Mirko – ha concluso Fini – chi lo ha conosciuto credo che lo ricorderà così”.
Un “precursore dei teorici della globalizzazione”: ha delineato così la figura di Tremaglia, il ministro degli Esteri Giulio Terzi, sottolineando come il ministro di italiani nel mondo, “capì l’esistenza di una fortissima domanda stimolata dal nostro ingegno, dal nostro sistema produttivo e dall’enorme patrimonio culturale. E proprio grazie a questo formidabile soft power l’Italia può ambire ad un ruolo globale: capì prima di altri che si possono preservare nel mondo globalizzato le tradizioni locali, mantenendo viva la memoria della terra d’origine e l’identità”. Il ministro ha poi  proseguito: “Ho conosciuto Tremaglia ben prima che entrasse in Parlamento, era amico di mio padre”, aggiungendo che “l’etichetta di destra in quegli anni di dopoguerra a Bergamo era molto pesante da portare” e che “la vicinanza di mio padre a Mirko mi dava una chiarissima e netta sensazione: quella che si trattasse di uomini coerenti e di grande coraggio”.

Per Casini, invece, Tremaglia “è stato un leone indomito”. Il presidente dell’Udc ha poi aggiunto: “Ha amato l’Italia, la sua storia, la sua identità. Ha amato gli italiani, in patria e all’estero. Ha avuto un’ostinazione incredibile nel rivendicare il voto degli italiani all’estero”.

L’ex Presidente della Camera Luciano Violante, ricordando la figura dell’ex Ministro per gli Italiani all’Estero, ha dichiarato: “Se dovessi scrivere una frase per Mirko Tremaglia scriverei: “Combattente sempre, reduce mai”.

L’incontro si è poi concluso con la celebrazione della Santa Messa presso la Chiesa di San Giovanni della Pigna, detta anche Chiesa degli Italiani nel Mondo, situata in piazza della Pigna.

Maria Gravano

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