“In corso la più grande speculazione contro l’Italia”: l’allarme

Gli hedge fund di tutto il mondo sono pronti a realizzare “la più grande speculazione” finanziaria contro l’Italia dal 2008. A rivelare questo scenario è il Financial Times. L’autorevole quotidiano finanziario ha delineato nella notizia riportata in esclusiva quali sono i fattori che starebbero spingendo i grandi fondi speculativi a “shortare”, come si dice nel gergo finanziario, o vendere allo scoperto, nei confronti del debito italiano.

Il primo dei fattori alla base di questa speculazione riguarda l’aumento dei costi e le difficoltà di approvvigionamento energetico, in particolare di gas, causato dai tagli da parte della Russia.

Rispetto a questo aspetto, anche il Fondo Monetario Internazionale aveva avvertito come le ritorsioni di Mosca nei confronti dell’Occidente in seguito alle sanzioni internazionali attivate dopo l’invasione in Ucraina potrebbero portare a una contrazione del 5% del PIL per diversi Stati. Tra questi rientrerebbe anche l’Italia.

L’altro elemento che contribuisce all’incertezza dei conti del Paese è la sfida elettorale in atto e le possibili difficoltà politiche che si potrebbero avere dopo il 25 settembre.

In particolare, dopo il Governo di unità nazionale con una figura autorevole riconosciuta a livello internazionale come quella di Draghi, la finanza internazionale sembra essere incerta sulle garanzie del prossimo esecutivo di Roma. Ancor di più se a guidare l’esecutivo sarà davvero, come probabile, Giorgia Meloni, che Reuters non esita a definire la leader dell’”estrema” destra italiana.

Inoltre, l’Italia appare come uno tra gli Stati membri dell’Unione Europea che più rischia le conseguenze delle prossime decisioni della Banca Centrale Europea di frenare i programmi di stimolo degli ultimi anni. La presidente Christine Lagarde sembra infatti decisa ad alzare i tassi di interesse e bloccare il massiccio acquisto dei bond dei Paesi dell’Eurozona.

L’S&P Global Market Intelligence ha calcolato che il valore della scommessa – o speculazione – contro i titoli di Stato ammonterebbe a 39 miliardi di euro. Il più alto attuato dalla crisi finanziaria globale del 2008.

Inoltre, è stato stimato che le obbligazioni statali in circolo valgono attualmente circa 2,3 trilioni di euro. D’altronde, non è la prima volta che il debito italiano risulta essere un affare estremamente redditizio per gli hedge fund, a causa della precarietà tanto economica quanto politica che caratterizza il Belpaese.

Le stesse incertezze hanno causato l’aumento dello spread tra i BTP italiani e i Bund tedeschi. Il differenziale è passato dall’1,37% di inizio 2022 all’attuale 2,3%. Questo incremento di quasi 1 punto percentuale peserà ulteriormente sulle casse dello Stato.

Alla luce di queste notizie, il discorso di Mario Draghi pronunciato sul palco del Meeting di Rimini sembra avere quindi due obiettivi ben precisi. L’attuale presidente del Consiglio è parso da una parte voler rassicurare i mercati finanziari e, dall’altra, lanciare un monito a chi gli succederà a Palazzo Chigi.

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