In Aula scatta il canguro

Con 10 voti a favore e 4 contrari, la giunta per il regolamento del Senato ha stabilito che è legittimo l’utilizzo del ‘canguro’, la tecnica di accorpamento delle votazioni che ieri ha permesso di far decadere 1400 emendamenti alle riforme. Hanno votato no alla decisione della giunta Sel, M5S e Lega. La cosiddetta Regola del canguro si applica anche alle leggi costituzionali ha detto il presidente del Senato Pietro Grasso riferendo il parere della Giunta per il regolamento in apertura della seduta pomeridiana. Modello legge elettorale dei sindaci con un vincitore ed eventualmente un ballottaggio per avere i numeri per governare. Se non governa è colpa sua, non ha alibi e l’Italicum va in questa direzione. È stato già approvato alla Camera. Sarà modificato dal Senato e diventerà legge definitivamente. Così Matteo Renzi nell’e-news: “In queste ore i senatori che sostengono la riforma e che stanno subendo l’ostruzionismo di una piccola parte dei loro colleghi stanno dimostrando il senso delle istituzioni più straordinario che si possa chiedere. Approveremo la riforma in prima lettura, nonostante le urla e gli insulti di queste ore, spiega ancora Renzi.  Le riforme non sono il capriccio di un premier autoritario ma l’unica strada per far uscire l’Italia dalla conservazione, dalla palude, dalla stagnazione che prima di essere economica rischia di essere concettuale. Io non lo lascio il futuro ai rassegnati. Questa è la volta buona, costi quel che costi. Per il protrarsi della riunione della giunta per il regolamento, slitta la ripresa della seduta in Aula al Senato sulle riforme. Lo ha comunicato la vicepresidente Linda Lanzillotta. L’Aula ha ripreso alle 15. Nella prima mezz’ora di seduta hanno preso la parola diversi senatori per chiedere al presidente del Senato spiegazioni sulla conduzione dei lavori d’Aula. I dem Massimo Mucchetti e Paolo Corsini, ma anche l’esponente di PI Mario Mauro, hanno espressamente sollecitato un chiarimento sull’utilizzo del canguro per una materia delicata come quella costituzionale. Il canguro è una tecnica usata per lo sfoltimento degli emendamenti, che considera superate le proposte di modifica analoghe a quelle già votate e consente così di saltare a quelle successive. Ieri pomeriggio Grasso ha applicato questo meccanismo agli emendamenti all’articolo 1 del ddl costituzionale e la sua decisione ha fatto decadere 1.400 proposte di modifica al testo. L’opposizione ha protestato e ha chiesto che sul tema si pronunciasse la giunta per il regolamento, convocata questa mattina dal presidente del Senato. La seduta notturna si era conclusa col voto e la bocciatura di soli 5 emendamenti, a causa dell’ostruzionismo. Sel sulle barricate ma Renzi attacca: “sceneggiate di chi ha paura di perdere la poltrona”.  Al termine della seduta sulle riforme ieri sera è stata anche sfiorata la rissa tra senatori del Pd e del M5S nei corridoi e nelle sale di Palazzo Madama. I contendenti sono stati però separati da altri colleghi e dai commessi. Già durante la seduta c’erano state forti tensioni per gli interventi dei senatori del M5S contro gli esponenti del Pd, tanto che il capogruppo Luigi Zanda aveva protestato con il presidente Pietro Grasso: “questa seduta è servita solo per farci insultare”. All’uscita è stato preso di mira dai senatori grillini, soprattutto il sottosegretario alle Riforme Luciano Pizzetti, già oggetto di attacchi verbali in Aula. In sua difesa sono intervenuti alcuni senatori del Pd e ne è nato uno scontro verbale, che si è protratto nella sala Mazzini e nella sala Garibaldi, antistanti all’uscita dell’Aula. I toni di entrambe le parti sono via via cresciuti e quando i senatori dei due schieramenti sono arrivati ad avvicinarsi fisicamente, percorrendo il corridoio dei busti e si è sfiorata la rissa, evitata grazie all’intervento di altri parlamentari dei due stessi partiti e di alcuni commessi che si sono frapposti. Il canguro è una prassi parlamentare, già usata in passato, che consente di votare gli emendamenti raggruppando non solo quelli uguali, ma anche quelli di contenuto analogo: una volta approvato o bocciato il primo, decadono tutti gli altri. Il termine canguro è un’invenzione lessicale e la parola non è messa per iscritto in nessuna norma. Ma nel gergo parlamentare ha già dato vita a numerosi derivati, come cangurato ed incangurabile. Non è nuovo il canguro alle Aule parlamentari italiane, ma è al centro della scena in Senato da quando ha fatto decadere ben 1400 emendamenti alla riforma costituzionale. Ieri infatti a Palazzo Madama la decisione di Grasso di applicare il canguro dopo la bocciatura di un emendamento di Sel, ha fatto decadere automaticamente centinaia di proposte di modifica analoghe. Per fare un esempio, l’emendamento di Sel bocciato diceva tra le altre cose che la Camera è composta da 300 deputati. E allora è stato considerato superato l’emendamento successivo che era praticamente identico, con l’unica differenza di indicare un numero di 360 deputati. Il meccanismo del canguro non è mai stato previsto dal regolamento del Senato. Ma la giunta per il regolamento di Palazzo Madama nel 1996 lo aveva preso a prestito dal regolamento della Camera. Oggi la stessa giunta riconferma la legittimità della sua applicazione anche per le leggi costituzionali, facendo rientrare la tecnica anti-ostruzionismo tra i poteri del presidente del Senato previsti dall’articolo 102 comma 4 del regolamento: “Il presidente ha facoltà di modificare l’ordine delle votazioni quando lo reputi opportuno ai fini dell’economia o della chiarezza delle votazioni stesse”, come dispone la norma. Nel frattempo, però, nel 1997 il regolamento della Camera è stato modificato. E oggi all’articolo 85 bis prevede espressamente che la tecnica di accorpamento delle votazioni non può essere utilizzata per i progetti di legge costituzionale. Dunque, quando il ddl di riforma del Senato arriverà a Montecitorio, il canguro non potrà essere applicato.

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