Immigrazione e sindaco Lampedusa: “E’ emergenza, Conte venga qui”

“La cosa che mi stupisce oggi è che il presidente della Regione, di fronte a questa emergenza, si presenta a Lampedusa a prendere coscienza di quello che sta accadendo, mentre da diverso tempo invito il presidente Conte a venire a Lampedusa e a controllare lo stato di emergenza e l’unica risposta è un silenzio assordante”,  ha detto il sindaco di Lampedusa Totò Martello che ha ricevuto la visita a sorpresa del presidente della Regione Nello Musumeci e dell’assessore regionale alla Sanità Ruggero Razza, arrivati sull’isola per un sopralluogo.

Quindi – ha aggiunto – per questo motivo chiedo ufficialmente che venga il presidente Conte insieme con  Musumeci a Lampedusa, altrimenti ci convochi a Roma per esaminare lo stato di calamità che è stato dichiarato da parte della Presidenza della Regione.

Musumeci ha parlato di “decine di sbarchi in poche ore, centinaia di migranti e una condizione assolutamente insostenibile a Lampedusa”, ha detto Musumeci.

Il consiglio comunale – ha aggiunto – e il Governo della Regione
siciliana hanno chiesto a Roma la proclamazione dello stato di
emergenza. Ci sono problemi sanitari, sociali ed economici.
Abbiamo bisogno di risposte, di risposte immediate. Lampedusa non
può diventare una terra di frontiera.

In realtà arrivano a Lampedusa a gruppi, uno dopo l’altro: a centinaia gli immigrati sbarcano nell’isola. E, in poche ore, si susseguono soccorsi e avvistamenti.

In poco meno di 24 ore nella più grande delle Pelagie approdano 618 immigrati, tra cui donne e minori. Che vengono soccorsi dagli uomini della Guardia di finanza e della
Capitaneria di porto.

Una ventina gli sbarchi registrati sinora, per
lo più di piccole dimensioni. Ad eccezione di due sbarchi più grandi: dapprima 95 immigrati. Poi altri 267. Tutti stipati all’inverosimile sui barconi.

Diciotto, invece, gli immigrati che, in piccoli gruppi, riescono ad eludere i
controlli. E ad approdare direttamente sull’isola. Ma vengono subito rintracciati.

Proseguono, nel frattempo, anche i trasferimenti dall’hotspot di Contrada
Imbriacola, oramai al collasso dopo gli ultimi arrivi.

Un centinaio di immigrati stanno lasciando l’isola a bordo del traghetto dove sono stati caricati. Direzione: Porto Empedocle. Altri 50 immigrati dovrebbero essere trasferito nelle prossime ore.

A fronte dei numerosi sbarchi di queste ultime due settimane, la Squadra mobile agrigentina ha arrestato complessivamente 20 immigrati per reingresso abusivo.

Per due, invece, le manette sono scattate per esecuzione pena non ancora espiata.

E 2 immigrati di 35 e 31 anni sono stati fermati, sempre dalla Squadra mobile di Agrigento, per associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento della immigrazione clandestina, tratta di esseri umani, sequestro di persona e tortura.

Gli arresti sono scattati con l’accusa di illecito trattenimento in un campo di prigionia libico di numerosi cittadini bengalesi.

Il pm Emiliana Busto, sotto il coordinamento del procuratore capo di Agrigento Luigi Patronaggio, ha chiesto e ottenuto dal gip Alessandra Vella la convalida del fermo e la custodia cautelare in carcere degli immigrati  indagati.

E il ministero della Giustizia   ha avanzato rituale richiesta a procedere.

Le indagini, da svolgere anche in un contesto sovranazionale, saranno ora condotte dalla Dda di Palermo.

E, intanto, crescono i numeri degli immigrati che hanno approfittato del provvedimento sulla regolarizzazione voluto dalla renziana Teresa Bellanova, ministro delle Politiche agricole.

Le domande di regolarizzazione presentate al ministero dell’Interno dall’1 giugno, data di avvio della procedura sono oramai prossime alle 100.000.

Un provvedimento che la Bellanova ha voluto per gli immigrati sfruttati nelle campagne.

Ma su 93.371 istanze presentate, 11.697 sono  per lavoro subordinato e 81.674 per lavoro domestico. Sono 11.021 le domande in corso di ultimazione.

Dunque il provvedimento della Bellanova regolarizzerà le badanti più che i lavoratori dei campi.

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